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Quotidiano Lecce, Salento

- Domenica, 20 agosto 2017 - Ore 12:02

Cia: controlli più rigorosi per gli alimenti

Cia: controlli più rigorosi per gli alimenti

Italia - La Cina è il paese che ha ricevuto dall'Unione Europea il maggior numero di notifiche per alimenti irregolari.
"Tolleranza zero" da parte della Cia per chi sofistica e inquina alimenti, attentando alla salute pubblica. Occorrono, secondo la Confederazione, controlli sempre più rigorosi oltre all'attuazione del provvedimento sull'etichettatura d'origine di tutti i prodotti agroalimentari.
"Ogni anno", ricorda la Cia, "entrano nel nostro Paese prodotti alimentari clandestini e pericolosi per oltre 2 miliardi di euro. Poco meno del 5 per cento della produzione agricola nazionale. I sequestri da parte delle autorità competenti italiane sono più che triplicati, ma il rischio di portare a tavola cibi a rischio e a prezzi stracciati è sempre più incombente. I più colpiti dalle sofisticazioni sono i sughi pronti per la pasta, i pomodori in scatola, il caffè, la pasta, l'olio di oliva, la mozzarella, i formaggi, le conserve alimentari. E l'allarme maggiore viene dalla Cina che riesce a far entrare nella Penisola grandi quantità di prodotti che possono mettere a repentaglio la salute, oltre a provocare gravi danni all'economia agricola nazionale".
Il 75 per cento degli articoli contraffatti sequestrati nell'Unione europea provengono dalla Cina, un dato eloquente ed allarmante al tempo stesso.
In Italia, in particolare, si registra una vera e propria invasione di derivati del pomodoro (cresciuti di oltre il 130 per cento), di aglio (più del 120 per cento), mele e funghi e di verdure in scatola. "Tutti prodotti che", rimarca la Cia, "possono essere facilmente spacciati come made in Italy, proprio per la mancanza dell'obbligo di indicare in etichetta la provenienza. Non solo. Ci possono essere anche rischi per la salute, visto che in tantissime confezioni mancano nell'etichetta elementi essenziali, come quello relativo alla scadenza. Tantissimi i casi dove la stessa etichetta è un vero rebus".

Marcella Barone


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