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Quotidiano Lecce, Salento

- Martedì, 22 agosto 2017 - Ore 20:52

Brutte notizie per chi telefona alla guida

Brutte notizie per chi telefona alla guida

Italia - Brutte notizie per gli automobilisti che sono soliti usare il telefono cellulare mentre sono alla guida.
La Cassazione con la sentenza n. 3336 del 02 marzo 2012, accogliendo il ricorso della Prefettura di Firenze, ha stabilito che l’automobilista multato per aver usato il telefonino durante la marcia, può contestare il verbale solo attraverso la querela di falso contro il pubblico ufficiale verbalizzante.

A nulla è valso il ricorso dinanzi al giudice di pace che ha accolto l’opposizione dell’automobilista, contro il verbale di contestazione dell’illecito amministrativo, ossia l’uso del telefonino cellulare senza "viva voce" durante la marcia, ritenendo al riguardo “non sufficientemente provato l’addebito dall’attestazione del pubblico ufficiale verbalizzante facente fede soltanto degli elementi oggettivi non suscettibili di una valutazione sensoriale, e non anche di quelle percezioni caratterizzate da margini di apprezzamento fallibili, in quanto aventi a oggetto accadicamenti repentini». In particolare, il giovane ha affermato di aver usato il telefono stando fermo in coda a seguito di un tamponamento multiplo.

La Corte di cassazione della sesta sezione civile, respingendo il ricorso, al contrario, ha sottolineato che «nel giudizio di opposizione a ordinanza ingiunzione relativo al pagamento di una sanzione amministrativa è ammessa la contestazione e la prova unicamente delle circostanze di fatto della violazione che non sono attestate nel verbale di accertamento come avvenute alla presenza del pubblico ufficiale o rispetto alle quali l’atto non è suscettibile di fede privilegiata per una sua irrisolvibile contraddittorietà oggettiva, mentre è riservata al giudizio di querela di falso, nel quale non sussistono limiti di prova e che è diretto anche a verificare la correttezza dell’operato del pubblico ufficiale, la proposizione e l’esame di ogni questione concernente l’alterazione nel verbale, pur se involontaria o dovuta a cause accidentali, della realtà o dell’effettivo svolgersi dei fatti».

Marcella Barone


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