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Quotidiano Lecce, Salento

- Mercoledì, 23 agosto 2017 - Ore 10:03

Pensioni, facciamo il punto

Pensioni, facciamo il punto

Italia - Oggi, 1 marzo, è l’ultimo giorno utile per richiedere la pensione anticipata da lavoro usurante. L’Inps ha riportato sul suo sito le procedure e la documentazione che occorre per ottenerla (www.inps.it).
Il 6 dicembre 2011 è stato approvato il decreto che riforma il sistema pensionistico e per molte persone l'attesa data si è dilatata nel tempo.
Riassumiano la situazione attuale:
Usuranti: malgrado l’aumento anche per loro dell’età pensionabile, i lavoratori che rientrano nei lavori usuranti potranno andare in pensione prima degli altri. Dovranno cominciare a prenotarsi entro il 1 marzo, se vorranno godere delle quote. Per loro, infatti, quest’anno vale quota 96 (60 anni di età e 36 di contributi). Dal 2013 ci sarà quota 97 più tre mesi. Per tutti scatta comunque la finestra di 12 mesi. I notturni avranno quota 96 con 78 notti, quota 97 con 72-77 notti e quota 98 con 64-71 notti. Precoci: i lavoratori che hanno iniziato a lavorare tra i 16 e i 19 anni potranno andare in pensione sino al 2017 con i 42 anni di contribuzione senza dover aspettare i 62 anni.
Esodati: rischiano di non avere né lavoro né pensione per un po’ di tempo. Per loro c’è un rinvio a un decreto da emanare entro giugno per verificare l’allargamento dei benefici dell’esonero a coloro che, pur avendo sottoscritto accordi sindacali entro il 4 dicembre, dovrebbero riscuotere la pensione nel 2012-13. Potranno andare in pensione coloro che hanno risolto il rapporto di lavoro entro il 31 dicembre 2011.
Donne: le donne che, con 35 o più anni di contributi e un’età di 57 anni se dipendenti e 58 anni se autonome, possono optare per la liquidazione del trattamento con il sistema contributivo, riducendo quindi in parte l’assegno. Invece, le donne che maturano entro il 31 dicembre di quest’anno i 60 anni di età e la contribuzione minima di 20 anni potranno andare in pensione a 64 anni.
Riscatto laurea: il riscatto della laurea vale ancora al fine del raggiungimento dei 42 anni di anzianità. La legge del 2008, infatti, prevede che siano riscattabili gli anni di laurea, i diplomi universitari, i diplomi di specializzazione, i dottorati, purché conseguiti in periodi non coperti da contribuzione. Si può riscattare la laurea anche se inoccupati, in questo caso può intervenire la famiglia che avrà una deducibilità fiscale del 19%. Ogni anno di riscatto, che per la legge è riferito al minimale autonomi (15mila euro), costa circa 5mila euro. Il riscatto serve sia per l’accorciamento dell’anzianità che per l’ammontare della pensione.

Marcella Barone


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