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Quotidiano Lecce, Salento

- Giovedì, 24 agosto 2017 - Ore 01:29

Trivellazioni nell'Adriatico, Legambiente contro il Governo

Trivellazioni nell'Adriatico, Legambiente contro il Governo

Italia - Il Governo Monti dice sì alle attività petrolifere off-shore e, per tutta risposta, Legambiente interviene: "E' vergognoso che, mentre la Costa Concordia spiaggiata rischia di immergersi e inondare l’Arcipelago Toscano di carburante, il Governo Monti vuole svendere il paese ai petrolieri". Queste le parole di Francesco Tarantini, presidente di Legambiente Puglia, che prosegue: "Nel pieno dell'emergenza scopriamo che la bozza delle liberalizzazioni proposte dal Governo prevede tre articoli mirati a concedere la possibilità di trivellare gas e petrolio in aree preziosissime del nostro paese con un limite di distanza ridotto dalle 12 alle 5 miglia dalla costa. Ma non solo: si prevede di aumentare gli investimenti in infrastrutture estrattive; si abbassano drasticamente i limiti per la trivellazione in mare e si liberalizza la ricerca di nuovi giacimenti. Fatto salvo per i limiti ambientali, che però non frenano il disastro in caso di sversamento”. Tarantini, inoltre, ha invitato la cittadinanza tutta a parteciapre, domani, sabato 21 gennaio, a scendere in piazza per manifestare contro la proposta di liberalizzazione del Governo Monti. Della stessa posizione è anche l'Udc che attraverso il presidente del gruppo alla Regione, Salvatore Negro, rende noto: “Come Gruppo regionale Udc diciamo no alle trivelle nell’Adriatico e sabato mattina saremo a Monopoli, insieme ad una delegazione del partito, a far sentire la nostra voce. Non permetteremo a nessuno di distruggere il mare di Puglia per qualche barile di petrolio di scarsa qualità. L’allarme da noi lanciato all’inizio di settembre dello scorso anno non era infondato". "Il nostro mare", continua Negro, "per la sua bellezza rappresenta un patrimonio paesaggistico e naturalistico di inestimabile valore e per tale ragione è anche meta turistica ricercata e d’eccellenza e quindi rappresenta fonte di ricchezza per il territorio. La presenza di piattaforme nell’Adriatico mal si concilia con i progetti di sviluppo turistico della nostra regione. Un settore che, come ha ricordato lo stesso ministro del Turismo nei giorni scorsi, rappresenta il volano dell’economia italiana”.

Marcella Barone


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