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Quotidiano Lecce, Salento

- Giovedì, 24 agosto 2017 - Ore 07:06

Capodanno: storia e curiosità

Capodanno: storia e curiosità

Lecce - Il Capodanno è la festa più antica del mondo. Non sempre è stato festeggiato nella notte di San Silvestro, come si scopre leggendo le origini nelle antiche civiltà.

Tradizione vuole che a Natale si facciano presepi e alberi, si raccontano molte storie, canzoni, leggende, i bimbi scrivono letterine a Babbo Natale, che pian piano sta sostituendosi alla Befana, le tredicesime spariscono in un attimo per comprare doni sempre più costosi.

Del Capodanno se ne parla poco, ovvero si parla solo di cenone.

I babilonesi festeggiavano il nuovo anno con la rinascita della Terra, cioè la primavera. Gli antichi romani continuarono a celebrare l’anno nuovo verso fine marzo, ma dal momento che il calendario era continuamente manomesso dai vari Imperatori, si scelse di sincronizzarlo con il sole. Fu Giulio Cesare nel 46 a.C. a creare il “Calendario Giuliano” che stabiliva che il nuovo anno iniziava il primo gennaio, data che poi è giunta fino a noi.

Le usanze e le scaramanzie di capodanno in Italia sono principalmente quelle di  mangiare lenticchie e cotechino, indossare biancheria intima nuova con qualche capo rosso, ci si bacia sotto al vischio oppure si buttano le cose vecchie dalla finestra (memorabile la parodia di Fantozzi dove viene buttata dalla finestra una lavatrice giusto sulla sua auto parcheggiata sotto).

Il Capodanno è la festa più antica del mondo. Non sempre è stato festeggiato nella notte di San Silvestro, come si scopre leggendo le origini nelle antiche civiltà.

Tradizione vuole che a Natale si facciano presepi e alberi, si raccontano molte storie, canzoni, leggende, i bimbi scrivono letterine a Babbo Natale, che pian piano sta sostituendosi alla Befana, le tredicesime spariscono in un attimo per comprare doni sempre più costosi.
Del Capodanno se ne parla poco, ovvero si parla solo di cenone. I babilonesi festeggiavano il nuovo anno con la rinascita della Terra, cioè la primavera. Gli antichi romani continuarono a celebrare l’anno nuovo verso fine marzo, ma dal momento che il calendario era continuamente manomesso dai vari Imperatori, si scelse di sincronizzarlo con il sole. Fu Giulio Cesare nel 46 a.C. a creare il “Calendario Giuliano” che stabiliva che il nuovo anno iniziava il primo gennaio, data che poi è giunta fino a noi.
Le usanze e le scaramanzie di capodanno in Italia sono principalmente quelle di  mangiare lenticchie e cotechino, indossare biancheria intima nuova con qualche capo rosso, ci si bacia sotto al vischio oppure si buttano le cose vecchie dalla finestra (memorabile la parodia di Fantozzi dove viene buttata dalla finestra una lavatrice giusto sulla sua auto parcheggiata sotto).

Andrea Caricato


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