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Quotidiano Lecce, Salento

- Martedì, 17 ottobre 2017 - Ore 02:21

La voce di chi non ha voce: racconti a 4 zampe!

La voce di chi non ha voce: racconti a 4 zampe!

Lecce - Nuovo appuntamento su  FuturaTv.it con la nuova, imperdibile rubrica "a quattro zampe", nata dalla collaborazione tra la nostra redazione e le volontarie del canile sanitario di Lecce. Ad accompagnarci in questo viaggio alla scoperta di tante storie interessanti e coinvolgenti dei nostri amici animali, sarà Anna Pierri, volontaria dell'Associazione Nuova Lara che da anni è impegnata nel non semplice compito di gestione del canile. Un lavoro importante, frutto dell'amore verso gli animali e troppo spesso sottovalutato da parte di chi non conosce tale realtà e si lascia influenzare da luoghi comuni da sfatare. Proprio da ciò, l'esigenza da parte delle volontarie di far luce su una così fondamentale attività, subito raccolta da FuturaTv.it, da sempre particolarmente sensibile all'argomento. Nasce così "La voce di chi non ha voce: racconti a 4 zampe!", rubrica a cura di Anna, che oggi vi descriverà come si trascorre una tipica giornata in canile con la storia dal titolo "Nessun cane è un'isola".

"La sveglia suona presto, il freddo mattutino punzecchia la pelle. Vicino la porta d’ingresso senti quell’odore, diventato col tempo quasi impercettibile, insieme ad un coro che rimbomba nell’aria: le loro voci. Abbaiano e guaiscono di gioia non appena percepiscono che qualcuno è finalmente arrivato. E così, proprio come un cane fortunato ti accoglie dietro la porta di casa quando rientri, anche i cani del canile riservano la stessa accoglienza quando riconoscono i passi e il suono della voce di chi si prende cura di loro tutti i giorni. Questo è già un buon motivo per sfidare il freddo mattutino che accompagnerà il resto della giornata, finché il sole non si deciderà a riscaldarsi… 

La giornata inizia con le prime coccole e pulizie, il buongiorno ai vari box e il resoconto delle terapie da fare. Su un’agenda sono segnate lunghe liste coi nomi dei cani: chi può mangiare cosa, quale medicinale serve al cane incidentato, al malato, a quello anziano. Se tutto va bene non ci sono nuovi arrivi provenienti da segnalazioni notturne; in caso contrario, ci si occupa dei nuovi arrivati, trovandogli un posto adatto fra una gabbia e l’altra, cercando di capire un po’ della sua storia e di supportare il suo stato di totale smarrimento. Ogni giorno si entra nei box con la gioia di rivederli, mista alla paura di trovare qualcuno che non sta bene, poiché, purtroppo, succede anche questo. Finito il turno giornaliero e usciti dal canile, si ha la certezza di ciò che si “lascia” ma non di ciò che si potrebbe “ritrovare”. Per questo motivo fare un giro totale, prima di iniziare a lavorare, rende tutti un po’ più tranquilli. Così la giornata procede col via vai di box che si aprono e si richiudono, saluti, salti di gioia, corse scatenate in quel corridoio che separa le gabbie di destra con quelle di sinistra; si assapora quotidianamente la tristezza nel guardare ogni singolo cane negli occhi e quasi volergli dire “mi dispiace, neanche oggi è il tuo giorno fortunato…ma abbi fede, arriverà la tua occasione”. Il legame che si crea fra chi lavora in canile e si prende cura di tutti quei cani ogni giorno con tanta dedizione è indescrivibile… cani considerati aggressivi, spaventati, timidi, asociali, diffidenti, davanti ai nostri operatori diventano affettuosi e pieni di riconoscenza. Basta guardare come si relazionano con chi li accudisce tutti i giorni, per capire che ognuno di loro ha una storia da svelare: incidenti stradali, maltrattamenti, ustioni, segni lasciati da chi non ha nessun tratto dell’essere “umano”; oppure, per meglio dire, rappresenta quella cattiveria tipica solo di questo genere.  É inevitabile in questo caso precisare che nessun cane è cattivo, seppur ognuno con un carattere particolare. Nessun cane nasce con l’intento di fare del male se non per difesa e chi si relaziona ad ognuno dei loro caratteri, ogni giorno, può solo confermarlo.

I cani considerati problematici sono anche quelli più difficili da far notare, perché chi entra in canile, con l’idea di adottare, non rivolge quasi mai il suo sguardo ai casi “disperati”, pensando siano irrecuperabili o semplicemente non preoccupandosi di avere la pazienza di aspettare i tempi giusti e la costanza di farsi conoscere piano piano…

Rompete gli schemi della loro routine; rompete le barriere che per paura si sono creati; conquistare il loro affetto comporta sacrificio ma non è impossibile: non abbiate paura di intraprendere un percorso con un “cane difficile”. Ognuno di loro ha diritto di essere accettato ed amato, perché nessuno eviterebbe di scegliervi per la poca simpatia, socievolezza, misura o età. Loro non seguono criteri ne stereotipi, ma amano in modo indistinto e incondizionato, donando “amore puro”, quello vero, non quello che noi decantiamo e ritrattiamo con estrema facilità. L’emozione di adottare un cane “difficile” è indescrivibile, poiché egli sceglierà di donare la sua fiducia, come riconoscenza, solo a chi avrà la premura di sceglierlo nonostante tutto.

Questa settimana l’intento è stato quello di raccontare una giornata tipo in canile, il lavoro che quotidianamente affrontano gli operatori, come lo eseguono e come lo vivono i nostri cani, soprattutto quelli “difficili”. Concludo questo breve resoconto con una frase che rappresenta lo spirito della nostra associazione: “Se ogni cane ha bisogno di un uomo, ogni uomo ha bisogno di un cane, anche se non lo sa".

* Foto di Andrea Rizzo!

La Redazione


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