Rimani aggiornato su ciò che accade nel Salento.
Diventa Fan di FuturaTv!
Chiudi

Segnala la notizia ad un amico

Il tuo messaggio è stato inviato correttamente. Grazie.

Il tuo messaggio non è stato inviato.

Quotidiano Lecce, Salento

- Venerdì, 18 agosto 2017 - Ore 20:29

Lungo le strade e le campagne del Salento circolano 485.411 auto

Lungo le strade e le campagne del Salento circolano 485.411 auto

Lecce - Sempre più vecchie, inquinanti e meno sicure. L’età media delle auto che circolano in provincia di Lecce supera i dieci anni. Che siano vetture di grossa o piccola cilindrata, poco importa. Resta il fatto che le direttive europee in materia di emissioni di anidride carbonica sono poco rispettate nel Salento. E’ quanto emerge da un’indagine dell’Osservatorio economico di Confartigianato Imprese Lecce, diretto da Davide Stasi, che ha elaborato gli ultimi dati del Pubblico registro automobilistico (Pra). Dalla ricerca si evince che sono ancora troppo pochi i veicoli che si muovono a trazione «verde»: gpl (26.505), metano (10.081) o con alimentazione elettrica (154). Quasi tutti, infatti, consumano benzina (237.405) o gasolio (211.234). Se non bastasse, alcune macchine montano motori talmente vetusti da essere esenti dal pagamento del bollo. Non sempre c’è di mezzo la passione per le auto storiche. Spesso è per necessità.

Così, lungo le strade e le campagne del Tacco d’Italia circolano ben 485.411 mezzi di proprietà dei salentini, di cui 337.132 sono stati immatricolati fino al 2006. Rappresentano il 69,5 per cento. In particolare, 132.455 veicoli sono stati «messi su strada» prima del 1998, altri 70.693 tra il 1999 e il 2001, altri 80.067 nel triennio 2002-2004 e 53.917 nel biennio 2005-2006. Nei successivi anni sono state immatricolate 148.279 vetture. Pari al 30,5 per cento del parco auto totale.

In dettaglio, sono 67.955 i veicoli che circolano in provincia di Lecce costruiti prima dell’introduzione dello standard «euro I». Sono indicati come «euro 0» e sono le auto più inquinanti. Rappresentano il 14 per cento del parco auto totale (485.411). Ci sono, poi, 24.118 vetture che rispettano la normativa «euro I», entrata in vigore nel 1992. Corrispondono al 5 per cento. Quelle che osservano la normativa «euro II» del 1995 sono 90.678. Pari al 18,7 per cento. Un po’ di più quelle della normativa «euro III» del 2000: sono 97.617, cioè il 20,1 per cento. La maggior parte, il 29,9 per cento del dato complessivo, seguono la «euro IV» del 2006: si tratta di 145.174 mezzi. Solo 57.368 veicoli rispettano la «euro V» del 2009, pari all’11,8 per cento. Appena 2.094 quelle della normativa «euro VI» che è entrata in vigore l’anno scorso. L’Europa ha imposto vincoli sempre più rigidi al fine di ridurre le emissioni inquinanti. Con la «euro VI», le emissioni di ossidi di azoto prodotte da veicoli a motore diesel sono ridotte in misura considerevole. Ad esempio, le emissioni prodotte dalle automobili e da altri veicoli destinati al trasporto non potranno superare il limite massimo di 80 mg/km (ossia una riduzione supplementare di più del 50 per cento rispetto alla norma «euro V»). Le emissioni combinate di idrocarburi e di ossidi di azoto prodotte da veicoli diesel vengono anch’esse ridotte e non possono superare un certo limite: ad esempio, per le automobili e altri veicoli destinati al trasporto il limite è fissato a 17 mg/km.

«Occorrono politiche che incentivino l’uso dei mezzi pubblici – dice Davide Stasi, direttore dell’Osservatorio economico di Confartigianato Imprese Lecce – Sono ancora troppe le auto che congestionano la viabilità nei centri urbani, determinando una serie di conseguenze, tra cui l’incremento dell’inquinamento atmosferico, la rumorosità e la sempre più difficile vivibilità nelle aree residenziali. Le amministrazioni locali dovrebbero favorire la circolazione pedonale, ciclabile e soprattutto rendere i sistemi di trasporto pubblico efficienti, scoraggiando il più possibile l’utilizzo dei veicoli privati. Investire nel trasporto pubblico richiede spesso sforzi notevoli per le casse pubbliche, ma gli effetti positivi che questo comporterebbe si moltiplicano nel tempo e sono un chiaro messaggio di attenzione alla sostenibilità delle città». Nel corso del 2014, in Puglia, sono state vendute un milione 279mila tonnellate di gasolio, 384mila tonnellate di benzina senza piombo e 70.894 tonnellate di gpl. «Pertanto dovrebbero essere adottati nuovi provvedimenti, con l’obiettivo di rinnovare il parco auto. Le agevolazioni sinora concesse non hanno sortito gli effetti sperati».

C’è, poi, un altro aspetto da tenere nella giusta considerazione: la sicurezza. «Il rinnovo del parco auto – spiega Stasi – non solo ridurrebbe le emissioni inquinanti, ma soprattutto aumenterebbe i livelli di sicurezza stradale. Sulle vetture di nuova fabbricazione, infatti, è obbligatorio installare dispositivi sempre più efficienti. Tuttora, però, molte auto in circolazione sono prive del sistema che evita il blocco delle ruote durante le frenate (Abs). Soprattutto negli ultimi anni, l’attenzione del legislatore si è concentrata sui dispositivi di sicurezza. In particolare, la direttiva europea 2007/46/CE, rende obbligatori l’Abs, i nuovi retrovisori più efficienti, la segnalazione luminosa potenziata, le protezioni laterali per evitare che i ciclisti e i pedoni possano essere travolti dal veicolo e i dispositivi anti-spruzzo d’acqua per gli pneumatici. A partire da novembre 2011, molti nuovi modelli di autovetture immatricolati sul territorio dell’Unione europea devono essere dotati del controllo elettronico della stabilità («Esp»). I veicoli di nuova generazione sono dunque meno inquinanti e più efficienti. Assicurano standard superiori, con benefici ambientali e di sicurezza per la circolazione. I miglioramenti introdotti dalla tecnologia sono tuttavia vani in assenza di un robusto ricambio del parco veicolare. Una maggiore diffusione di autoveicoli di nuova generazione contribuirebbe a migliorare la produttività e la sostenibilità del sistema dei trasporti. I provvedimenti che possono agevolare la sostituzione dei mezzi in circolazione si va dagli incentivi alla rottamazione e all’acquisto di veicoli con migliori prestazioni, ai disincentivi all’uso di mezzi obsoleti (con tasse, premi assicurativi e pedaggi autostradali più elevati oppure limiti all’accesso nei centri storici), defiscalizzazioni per le aziende che si dotano di flotte più ecologiche, campagne d’informazione e sensibilizzazione sui benefici messi a disposizione dalle innovazioni tecnologiche di settore.

Va detto che il mercato dell’auto registra segnali di ripresa. Come testimoniano i «numeri» riportati sul Pubblico registro automobilistico (Pra), ma regge soprattutto il mercato dell’usato, a scapito dei veicoli di nuova fabbricazione. L’anno scorso sono stati effettuati oltre 30mila passaggi di proprietà. Segno dei tempi che cambiano a causa dell’acuirsi della crisi. La recessione cancella ogni sogno, anche quello di un auto nuova. Ascoltare il rombo sordo delle super-car induce a sognare ad occhi aperti, ma una doccia fredda viene quando si pensa ai loro costi. Ferrari, Lamborghini, Maserati, Porsche, ed ancora Bmw, Audi e Mercedes. Fra i borghi del Salento sfrecciano circa ottocento bolidi. Berline sportive e dalle «curve» mozzafiato, eleganti e confortevoli che combinano un design raffinatissimo assieme a sperimentazioni ingegneristiche d’avanguardia.

Il Comune più «motorizzato» è il capoluogo. I leccesi posseggono ben 63.532 auto. A dimostrazione che si cammina poco a piedi o in bicicletta. Nella speciale classifica seguono gli abitanti di Nardò con 18.944 vetture; Galatina 16.784; Copertino 14.314; Casarano 12.873; Gallipoli 11.176; Tricase 10.164; Surbo 9.141; Galatone 9.095; Maglie 8.935; Monteroni 8.759; Squinzano 8.367; Trepuzzi 8.347; Veglie 8.250; Cavallino 8.243; Leverano 7.842; Taviano 7.657; Carmiano 7.615; Ugento 7.077; Matino 7.040.


Social:
OkNotizie
Segnala notizia


Link sponsorizzato
ULTIME NOTIZIE DI "ATTUALITà"
12 Luglio 2017 - Lecce

Lecce - Si è da poco concluso lo scambio culturale “United We Win”, organizzato dall'associazione Arca del Blues di Lecce a Cortemilia dal...

17 Maggio 2017 - Lecce

Lecce - Si chiama Officina Informatica Solidale ed è un vero e proprio laboratorio informatico aperto a tutti e in cui si potranno riparare...

29 Marzo 2017 - Italia

Italia - La Fondazione Megamark di Trani, in collaborazione con i supermercati Dok, Famila e Iperfamila, promuove una nuova iniziativa di solidarietà...



  • Lascia un tuo commento... senza registrarti!
Nome (obbligatorio) E-mail (obbligatoria - non sarà pubblicata)
Testo del commento (obbligatorio)



Banner
Banner
Banner