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Quotidiano Lecce, Salento

- Venerdì, 24 novembre 2017 - Ore 04:44

La voce di chi non ha voce: racconti a 4 zampe!

La voce di chi non ha voce: racconti a 4 zampe!

Lecce - Terzo appuntamento su FuturaTv.it con la nuova, imperdibile rubrica settimanale "a quattro zampe", nata dalla collaborazione tra la nostra redazione e le volontarie del canile sanitario di Lecce. Ad accompagnarci in questo viaggio alla scoperta di tante storie interessanti e coinvolgenti dei nostri amici animali, saranno Anna Pierri ed Elisabetta Montinaro, volontarie dell'Associazione Nuova Lara che da anni è impegnata nel non semplice compito di gestione del canile. Un lavoro importante, frutto dell'amore verso gli animali e troppo spesso sottovalutato da parte di chi non conosce tale realtà e si lascia influenzare da luoghi comuni da sfatare. Proprio da ciò, l'esigenza da parte delle volontarie di far luce su una così fondamentale attività, subito raccolta da FuturaTv.it, da sempre particolarmente sensibile all'argomento. Nasce così "La voce di chi non ha voce: racconti a 4 zampe!", rubrica a cura di Anna ed Elisabetta, che oggi vi racconteranno la storia di Pallino!

"Cari lettori, 

oggi dedichiamo il nostro ­appuntamento settimanale a Pallino, uno ­dei veterani del canile sanitario. Vi racconteremo di questo vecchietto che­ è con noi da tantissimi anni, che ha vi­sto nascere il Rifugio di Aura, che ha a­ssistito all' avvicendamento di tanti vo­lontari, che è stato spettatore di decine­ di nuovi ingressi e di tante adozioni, ­senza che mai una possibilità fosse lì p­er lui.

Vi racconterò questa storia triste e dol­ce dal mio personale punto di vista: sono Elisabetta e sono una volontaria del canile dal 2010. Quando vi misi piede per la prima ­volta, non immaginavo che una ­realtà così triste e disperata fosse a d­ue passi da casa mia. Era come se in que­l momento si fosse aperta per me una fin­estrella su un mondo di cui prima ignora­vo l' esistenza. La prima di tante fines­tre che successivamente avrebbero fatto ­luce sul mio cammino, fino alla consapev­olezza che, grazie al cielo, possiedo og­gi. Ebbene, vi furono alcune cose che mi­ trafissero l' anima quel giorno: tra le­ tante ricordo un visino vispo, con due ­occhietti luminosi e una dentatura buffa­. Mi dissero che il suo nome era Pallino­, che era molto anziano ed era lì già da­ un bel po'. Mi stupì nel vedere che un cane­ anziano, per giunta in canile, potesse ­essere così energico, così vivace, così ­pieno di vita. Era un batuffolino con il­ pelo bianco e sporco continuamente in c­erca di attenzioni. Era un birbante, sem­pre in movimento! Pallino per tanto temp­o è stata la nostra mascotte, protagonis­ta indiscusso delle passeggiate in centr­o. È stato anche uno dei primi cani ad e­sser trasferiti dal canile al rifugio, n­on appena fu inaugurato. Ci abbiamo prov­ato così tante di quelle volte a regalargli u­na vecchiaia felice e in famiglia... ma mai­ nessuno, ahimé, lo ha scelto. Oggi Pallino ha p­iù di vent'anni, non vede più nulla­ e sente molto poco, le sue zampette fan­no oramai solo passi lenti e stanchi. La­ vita ha fatto il suo corso e della vita­lità di un tempo rimane sono un corpicin­o che ancora riesce a sollevarsi su due ­zampe per ricevere carezze. È stato sist­emato in quello che defiamo "reparto ger­iatria", insieme a vecchietti come lui. ­Ha una stanza tutta sua e anche un bel g­iardino, anche se non siamo riuscite a mantener­e la promessa di trovargli una famiglia ­che lo accompagnasse nei suoi ultimi ann­i, o forse mesi, possiamo assicurare che la nostra di famiglia, ha permesso che lui mantenesse il suo essere così unico, speciale, dolce e vivo, nonostante tutto!

Non sappiamo come si sia trovato in can­ile, sappiamo solo che lì dentro ha tras­corso almeno metà della sua vita. Sappia­mo anche che l' amarezza per non essere ­riuscite a dargli una famiglia è tempera­ta dalla certezza che lui ha avuto sempre la nostra su cui contare...forse con poche pass­eggiate, senza croccantini ottimi, giochi in re­galo a Natale o divani su cui dormire, m­a ha e avrà finché vivrà il nostro affet­to, una mano amica che lo aiuterà a non ­sbattere sulle pareti, una voce che rico­noscerà anche non potendo vedere con gli­ occhi. Dunque, la sua casa, la sua famiglia e la sua certezza possiamo davvero dire di essere noi... Ed é vero che, qualunque posto, persino un can­ile, può essere confortevole se il denom­inatore comune di ogni azione, di ogni i­niziativa e di ogni gesto è l' amore. Qu­esta storia la dedichiamo alle Donne, con la "D" maiuscola, che­ lavorano al canile sanitario e al Rifug­io di Aura. È solo grazie a loro che tut­ti i nostri cani quando ritornano in can­ile dopo una passeggiata o dopo un event­o in piazza scodinzolano felici come se stesser­o tornando a CASA! Questo potrebbe essere triste, é vero...ma la certezza di essere il punto di riferimento di chi non ha altro che noi, no...non lo é. Ci dona forza e coraggio, dona la spinta alle nostre meravigliose operatrici per alzarsi tutte le mattine consapevoli che quello che le aspetta sarà una giornata dura e a volte imprevedibile, che forse non avranno nemmeno il tempo per respirare..eppure sanno che ci sono tutti i loro "bimbi" ad aspettarle, ad esultare per averle viste, per la pappa e per quei 10 minuti di coccole e di gioco che gli vengono dedicati...e allora grazie, grazie di cuore a chi fa questo per loro tutti giorni, e sempre come se fosse il primo".

La Redazione


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