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Quotidiano Lecce, Salento

- Sabato, 18 novembre 2017 - Ore 20:43

La voce di chi non ha voce: racconti a 4 zampe!

La voce di chi non ha voce: racconti a 4 zampe!

Lecce - Prende il via su FuturaTv.it un nuovo, imperdibile appuntamento settimanale "a quattro zampe", nato dalla collaborazione tra la nostra redazione e le volontarie del canile sanitario di Lecce. Ad accompagnarci in questo viaggio alla scoperta di tante storie interessanti e coinvolgenti dei nostri amici animali, saranno Anna Pierri ed Elisabetta Montinaro, volontarie dell'Associazione Nuova Lara che da anni è impegnata nel non semplice compito di gestione del canile. Un lavoro importante, frutto dell'amore verso gli animali e troppo spesso sottovalutato da parte di chi non conosce tale realtà e si lascia influenzare da luoghi comuni da sfatare. Proprio da ciò, l'esigenza da parte delle volontarie di far luce su una così fondamentale attività, subito raccolta da FuturaTv.it, da sempre particolarmente sensibile all'argomento. Nasce così "La voce di chi non ha voce: racconti a 4 zampe!", rubrica a cura di Anna ed Elisabetta. 

"Questa rubrica nasce con l'intento di dare voce a chi voce non ha! Siamo due volontarie - spiegano Anna Pierri ed Elisabetta Montinaro - del canile sanitario di Lecce, una struttura che sorge proprio all'entrata della superstrada statale Lecce-Brindisi. Vorremo provare, con le nostre storie, a dare un'idea di ciò che è realmente un canile, essendo doverosa in tal senso una precisazione preliminare: molti pensano che il canile sia una sorta di albergo per cani, un posto che accoglie tutti quelli che non hanno una casa o di cui ci si vuole liberare. Ebbene, a tal proposito, ci terremmo a precisare che non é così: il canile é un luogo, nostro malgrado, fatiscente, una prigione, che accoglie solo cani del territorio e che entrano esclusivamente per mano dei vigili e dell'Asl di Lecce. Ogni cane ha la sua storia, alcune sono molto tristi, altre hanno dell'incredibile, altre ancora rimangono per sempre nei nostri ricordi, marchiate dalla dicitura più bella: "Adottato". Di volta in volta proveremo a raccontarvi le storie più emozionanti e che in qualche modo ci hanno segnato, cambiando nel bene o nel male la nostra percezione di volontariato. Ma che cos'é precisamente questo famigerato "volontariato" e come si arriva a farlo? Ebbene, su questo potremmo aprire un capitolo infinito, ma cercheremo ad ogni modo di essere brevi e concise. 

VOLONTARI SI NASCE E SI DIVENTA: abbiamo incontrato sul nostro cammino persone che fanno volontariato da anni, quasi fossero portatrici di una dote innata, come ad esempio la presidente della nostra associazione, Paola Gorgoni, che gestisce il canile oramai da 20 anni, pur essendo giovanissima. Altre persone invece si sono avvicinate a questa realtà piano piano e ne sono poi sono rimaste totalmente coinvolte. Un volontario é colui che, prima ancora di diventare tale, non crede alla scala ordinale "prima gli uomini, poi gli animali". Difatti, noi non crediamo in questa gerarchia, non crediamo che l'uomo venga necessariamente prima e che all'animale spetti, semmai, uno spazio residuale. Noi crediamo che il compito più nobile di un essere umano sia proteggere chi non può difendersi, gli ultimi della lista, quelli che non rientrano mai nelle priorità di politici e istituzioni, che quasi mai sono protagonisti dei telegiornali e a cui raramente è dedicata una pubblicità progresso: i nostri fratelli animali. Loro non hanno altro che noi. Questo é ciò che echeggia nella mente di chi sceglie ogni giorno di dedicarsi a loro. In noi é enorme il senso di responsabilità che ne deriva, poiché nel nostro piccolo, ci sentiamo assegnatarie di quelle 300 anime solitarie di cui ci occupiamo e a cui scegliamo di dedicare il nostro tempo libero. La loro felicità viene spesso prima anche di un pomeriggio di shopping, di una passeggiata in centro, del cinema, di un bagno al mare. Ed ecco la prima risposta, ecco il primo dei tanti "perché gli animali", "perché i cani del canile". Per questo, il volontariato nasce prima nell’animo della persona che lo intraprende, e poi si divincola in tutte quelle pratiche come dedicare del tempo alle passeggiate, alle spazzolate, alle coccole, piuttosto che essere pronti a fronteggiare un’emergenza come una corsa dal veterinario per un ricovero urgente; occuparsi di tutto ciò che concerne le pratiche di adozione, conoscenza degli adottanti, questionari e colloqui pre-affido. Il bene che ne deriva agli animali è complementare ed equivalente al nostro: si può piangere per una vita spezzata, per la sofferenza che implica una malattia, per delle storie iniziate male e finite peggio… oppure si può gioire, gioire tanto, per un cane che va a casa dopo anni in una gabbia, per una malattia sconfitta, per un’animale recuperato in condizioni pessime e che ritorna “in vita”. E vi assicuriamo, che la gioia e la soddisfazione che si prova quando qualcosa va come speriamo, quando i nostri piccoli sforzi messi insieme portano a qualcosa di buono, non si può davvero spiegare. La dedizione e la pazienza sono le prime parole d’ordine, tutto il resto è solo una conseguenza delle stesse. Infine, il resto dei perché lo affidiamo alle nostre storie, augurandoci che di volta in volta siano eloquenti e che magari possano aprire una porticina, una nuova prospettiva per i nostri lettori!"

Appuntamento a sabato prossimo con la rubrica "La voce di chi non ha voce: racconti a 4 zampe!".


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