Rimani aggiornato su ciò che accade nel Salento.
Diventa Fan di FuturaTv!
Chiudi

Segnala la notizia ad un amico

Il tuo messaggio è stato inviato correttamente. Grazie.

Il tuo messaggio non è stato inviato.

Quotidiano Lecce, Salento

- Lunedì, 21 agosto 2017 - Ore 12:17

Allarme carni lavorate: ecco la spesa media delle famiglie pugliesi

Allarme carni lavorate: ecco la spesa media delle famiglie pugliesi

Lecce - «L’alimentazione è corretta solo quando la dieta alimentare che si segue è equilibrata. Come affermano gli esperti e confermano sia gli studi che la prassi, ciascun alimento, assunto nelle dovute quantità, non arreca un danno bensì un beneficio: sono le indicazioni della famosa “piramide alimentare”. È la qualità del prodotto che si consuma a fare la differenza». Così Giuseppe Verna, presidente degli artigiani alimentaristi di Confartigianato Imprese Puglia, commenta l’allarme sulle carni lavorate lanciato in questi giorni dall’Organizzazione Mondiale della Sanità.

«Non bisogna farsi contagiare da facili allarmismi. L’indicazione dell’OMS può spaventare, ma è semplicemente  dovuta al fatto che la classificazione dell’Organizzazione mondiale della sanità si limita ad individuare gli elementi dannosi senza classificarli in base al danno che producono».

Per una persona, il rischio di sviluppare una patologia a causa del consumo di carne processata resta piccolo, ma aumenta in proporzione alla carne consumata. E gli italiani sono ben al di sotto delle soglie di pericolo.

Ricorda, infatti, Verna che «la media del consumo di carni processate da parte degli Italiani è pari alla metà di tale dato. È chiaro – commenta – che il problema non è il consumo di carne in quanto tale bensì il consumo di carni che vengono sottoposte a particolari ed invasivi procedimenti modificativi. Certo bisogna scegliere con coscienza ma anche con la serenità data dalla consapevolezza che i prodotti di qualità sono garanzia di genuinità. 

In particolare, le aziende artigiane adottano procedimenti tradizionali che non alterano, bensì preservano le caratteristiche originali delle carni ed il loro valore nutrizionale, sottolineato anche dall’OMS. D’altra parte lo stesso consumatore potrà valutare al meglio il prodotto leggendo attentamente l’etichetta

Come Confartigianato – conclude il presidente – da sempre siamo in prima linea nella promozione di una delle bandiere del Made in Italy, la dieta mediterranea, come viatico di benessere e salute».

In base ad un’elaborazione del Centro Studi di Confartigianato Imprese Puglia su dati Istat, la spesa media delle famiglie pugliesi, per l’acquisto di carne (bovina, suina, pollame, conigli, selvaggina e salumi) ammonta a 102,89 euro al mese, mentre in Italia è di 106,84 euro e nel Mezzogiorno di 111,19 euro, di cui 41,23 euro per le carni bovine, 13,75 per quelle suine, 25,88 per pollame, conigli e selvaggina e 21,18 per salumi.

Al Sud, il 26,3 per cento dei consumatori non cambierebbe quantità né qualità, il 50,6 diminuirebbe la quantità, il 12, invece, la qualità ed infine l’11,10 diminuirebbe quantità e qualità.


Social:
OkNotizie
Segnala notizia


Link sponsorizzato
ULTIME NOTIZIE DI "ATTUALITà"
12 Luglio 2017 - Lecce

Lecce - Si è da poco concluso lo scambio culturale “United We Win”, organizzato dall'associazione Arca del Blues di Lecce a Cortemilia dal...

17 Maggio 2017 - Lecce

Lecce - Si chiama Officina Informatica Solidale ed è un vero e proprio laboratorio informatico aperto a tutti e in cui si potranno riparare...

29 Marzo 2017 - Italia

Italia - La Fondazione Megamark di Trani, in collaborazione con i supermercati Dok, Famila e Iperfamila, promuove una nuova iniziativa di solidarietà...



  • Lascia un tuo commento... senza registrarti!
Nome (obbligatorio) E-mail (obbligatoria - non sarà pubblicata)
Testo del commento (obbligatorio)



Banner
Banner
Banner