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Quotidiano Lecce, Salento

- Venerdì, 24 novembre 2017 - Ore 13:58

Aumentano i consumi di energia elettrica in Puglia

Aumentano i consumi di energia elettrica in Puglia

Lecce - Aumentano i consumi di energia elettrica in Puglia: da 16.970,5 a 17.050,9 gigawatt (un gigawatt corrisponde ad un milione di chilowatt). Ancor di più cresce la produzione dagli impianti idroelettrici, termoelettrici, eolici e fotovoltaici, installati su tutto il territorio regionale (da 35.431,3 a 36.121,7 gigawatt) e così molta di quella prodotta risulta in eccedenza. La richiesta di corrente elettrica, infatti, si è fermata a 18.875,8 gigawatt se si aggiungono i consumi delle Ferrovie dello Stato per la trazione dei propri mezzi (202 gigawatt), oltre alle perdite di trasmissione e distribuzione in rete. Il bilancio del 2014 si è chiuso con un  avanzo di 17.245,9 gigawatt rispetto a quelli consumati.

A rilevarlo è il Centro Studi di Confartigianato Imprese Puglia che ha elaborato, per il terzo anno consecutivo, i dati Terna, gestore della rete di trasmissione nazionale. Senza dubbio, il caldo torrido dell'estate in corso farà crescere ancora di più il fabbisogno di corrente. Quando l’estate è al culmine, ogni grado di temperatura in più significa una crescita della domanda fra gli 800 e i mille megawatt. I condizionatori di case e uffici, i banchi refrigerati di negozi e supermercati, i frigoriferi delle famiglie, gli armadietti delle bibite e dei gelati ai bar faticano a dissipare il calore, e quindi i compressori devono lavorare di più. Stesso discorso per le ventole di raffreddamento dei computer e dei portatili.

Analizzando i singoli comparti, si registra che i consumi dell’industria sono aumentati del 4,8 per cento (da 7.711,7 a 8.084,9); quelli dell’agricoltura sono diminuiti del 19,5 per cento (da 500,9 a 403,2); quelli del terziario dell'1,3 per cento (da 4.633,6 a 4.574,2) e quelli dell’ambito domestico del 3,3 per cento (da 4.124,3 a 3.988,5). In termini assoluti, il siderurgico (inglobato nel macro comparto dell’industria) è il settore  che dà maggiori segnali di ripresa (da 3.656,1 a 4.108,1); pari al 12,4 per cento in più.

Ecco i consumi nelle singole province pugliesi

La provincia più energivora è Taranto. Consuma 6.040,6 gigawatt, di cui 4.712,8 per l’industria, 665 per il terziario, 598,2 per il settore domestico e 64,6 per l’agricoltura. Impressiona il siderurgico che, da solo, «risucchia» ben 4.087,3 gigawatt. Complessivamente, nel tarantino, l'incremento si attesta al 6,4 per cento.

Segue la provincia di Bari con 3.862 gigawatt, di cui 1.487,9 per il terziario, 1.231,6 nelle abitazioni private, 1.037,8 per l’industria e 104,7 per l’agricoltura. Al terzo posto c’è la provincia di Lecce con 2.125,9 gigawatt, di cui 836,8 nelle case, 832,9 per il terziario, 397,7 per l’industria e 58,5 per l’agricoltura.

Dopo viene Brindisi con 2.037 gigawatt, di cui 1.172,1 per l’industria, 420,3 nell’ambito domestico, 406,9 per il terziario e 37,7 per l’agricoltura.

La provincia di Foggia è quinta con 1.780,2 gigawatt, di cui 636,1 per il terziario, 548,5 per il settore domestico, 502,5 per l’industria e 93,1 per l’agricoltura. La meno energivora è la provincia di Barletta-Andria-Trani con 1.002,6 gigawatt, di cui 353,1 in abitazioni private, 342,9 per il terziario, 262 per l’industria, e 44,6 per l’agricoltura.

«Al netto delle considerazioni sull’andamento dei consumi, il dato più rilevante ricavabile dall’elaborazione del nostro Centro studi – commenta Francesco Sgherza, presidente di Confartigianato Imprese Puglia – è che la nostra regione non solo è autosufficiente in relazione al proprio fabbisogno energetico, ma addirittura produce molta più energia di quanta gliene occorra. Il paradosso è che, nonostante questo ruolo di contribuzione netta a vantaggio dell’intera rete nazionale, le bollette dei cittadini e quelle delle imprese pugliesi continuano ad essere particolarmente salate. Insomma – spiega il presidente – le ricadute per il pubblico di questo primato in costante crescita sono davvero molto scarse. È doveroso garantire ai pugliesi la possibilità di beneficiare di questi risultati, evitando che si traducano in un esclusivo vantaggio commerciale per i singoli operatori. In questo – continua – un occhio di riguardo deve essere riservato alle aziende piccole e artigiane, la parte più consistente in Puglia, che per agganciare la ripresa hanno più che mai necessità di abbattere al massimo i costi energetici. Come Confartigianato – conclude il presidente – siamo già impegnati a fondo affinché il conto energetico dei nostri associati possa essere sempre più sostenibile. Tramite i nostri Consorzi nazionali per l’acquisto di energia sul mercato libero consentiamo non soltanto agli imprenditori aderenti, ma anche alle loro famiglie, di usufruire di risparmi consistenti ed effettivi, immediatamente riscontrabili in bolletta».


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