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Quotidiano Lecce, Salento

- Martedì, 21 novembre 2017 - Ore 11:20

Donne di pace in Israele per la Casa delle donne alle officine ergot

Donne di pace in Israele per la Casa delle donne alle officine ergot

Lecce - Sabato 10 dicembre, in occasione della giornata mondiale dei diritti umani, la Casa delle Donne di Lecce, incontra Daniela Yoel e Nava Elyshar, membri dell’associazione israeliana Machsom Watch. Daniela e Nava, in Italia, per ritirare il premio “donne del Mediterraneo 2011”, destinato a donne che vivono in zone di guerra, e che si prodigano per operare la pace parteciperanno al dibattito, dal titolo “Donne di pace in Israele: l’eredità della Shoah è
non rimanere indifferenti al dolore degli altri” che
avrà luogo, presso le officine Ergot, in via Palmieri, alle ore 19. Nel corso dell’incontro sarà proiettato anche il filmato “Qalandya”, testimonianza da un checkpoint. Machsom Watcht, è un’associazione alla quale, aderiscono donne israeliane di qualunque età, professione, classe sociale, tendenza politica, tutte accomunate dall’impegno per il riconoscimento dei diritti umani e la lotta contro l’occupazione militare dei Territori Palestinesi. Machsom Watcht che in lingua ebraica, significa appunto Check point, è il nome di un’associazione, nata in Israele, nel 2001 con il compito di monitorare i posti di blocco militari, sparsi lungo il confine con la Cisgiordania e nella zona di Gerusalemme, per denunciare le violazioni dei diritti umani e civili compiute da parte dell’esercito e della polizia d’Israele ai danni dei palestinesi. Giornalmente, si recano in prossimità dei posti di blocco lungo le linee di confine, a ridosso del Muro di separazione, presso i tornelli presidiati dai soldati dell’IDF e osservano quello che accade al di la del muro, in seguito, rendono pubblici i loro rapporti sulle ingiustizie e gli abusi di cui sono state testimoni affinchè nessuno possa più dire “non sapevo”. Da qualche anno, sono presenti anche nei tribunali, per verificare se vengano rispettati o meno, i diritti dei detenuti palestinesi. Tutte le informazioni che raccolgono vengono pubblicate sul sito www.machsomwatch.org e inviate a funzionari pubblici, rappresentanti politici, ai mass media e alle altre organizzazioni che operano in difesa dei diritti umani e civili. Afferma Daniela:”Mi hanno insegnato a non tacere davanti ai torti fatti ad altri, ed io, non posso tacere quando vedo il mio esercito, l’esercito del mio paese, che importuna i palestinesi “.
Sabato 10 dicembre, in occasione della giornata mondiale dei diritti umani, la Casa delle Donne di Lecce, incontra Daniela Yoel e Nava Elyshar, membri dell’associazione israeliana Machsom Watch. Daniela e Nava, in Italia, per ritirare il premio “donne del Mediterraneo 2011”, destinato a donne che vivono in zone di guerra, e che si prodigano per operare la pace parteciperanno al dibattito, dal titolo “Donne di pace in Israele: l’eredità della Shoah è non rimanere indifferenti al dolore degli altri” che
avrà luogo, presso le officine Ergot, in via Palmieri, alle ore 19. Nel corso dell’incontro sarà proiettato anche il filmato “Qalandya”, testimonianza da un checkpoint. Machsom Watcht, è un’associazione alla quale, aderiscono donne israeliane di qualunque età, professione, classe sociale, tendenza politica, tutte accomunate dall’impegno per il riconoscimento dei diritti umani e la lotta contro l’occupazione militare dei Territori Palestinesi. Machsom Watcht che in lingua ebraica, significa appunto Check point, è il nome di un’associazione, nata in Israele, nel 2001 con il compito di monitorare i posti di blocco militari, sparsi lungo il confine con la Cisgiordania e nella zona di Gerusalemme, per denunciare le violazioni dei diritti umani e civili compiute da parte dell’esercito e della polizia d’Israele ai danni dei palestinesi. Giornalmente, si recano in prossimità dei posti di blocco lungo le linee di confine, a ridosso del Muro di separazione, presso i tornelli presidiati dai soldati dell’IDF e osservano quello che accade al di la del muro, in seguito, rendono pubblici i loro rapporti sulle ingiustizie e gli abusi di cui sono state testimoni affinchè nessuno possa più dire “non sapevo”. Da qualche anno, sono presenti anche nei tribunali, per verificare se vengano rispettati o meno, i diritti dei detenuti palestinesi. Tutte le informazioni che raccolgono vengono pubblicate sul sito www.machsomwatch.org e inviate a funzionari pubblici, rappresentanti politici, ai mass media e alle altre organizzazioni che operano in difesa dei diritti umani e civili. Afferma Daniela:”Mi hanno insegnato a non tacere davanti ai torti fatti ad altri, ed io, non posso tacere quando vedo il mio esercito, l’esercito del mio paese, che importuna i palestinesi ".

Azzurra Monaco


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