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Quotidiano Lecce, Salento

- Sabato, 19 agosto 2017 - Ore 11:25

Il braccialetto "Made in carcere" al polso del Papa

Il braccialetto "Made in carcere" al polso del Papa

Lecce - “Non fatevi rubare la speranza” è la frase di Papa Francesco scelta da “Made in carcere” per i braccialetti realizzati in occasione della visita del Pontefice nel penitenziario di Poggioreale, a Napoli, dello scorso 21 marzo. Si tratta di una SUPERSPECIAL EDITION con tiratura limitata: solo 300 pezzi, tutti di colore bianco, cuciti, come sempre con tessuti di recupero, dalle detenute di “Made in Carcere” di Borgo San Nicola - Lecce.

Il bianco braccialetto, attraverso le mani della fondatrice di Made in carcere, Luciana Delle Donne, grazie alla collaborazione del direttore dell'istituto penitenziario di Poggioreale, Antonio Fullone, e del cappellano, don Franco Esposito, è stato consegnato ai 120 detenuti partecipanti al pranzo, finendo, poi, anche al polso di Bergoglio. Il Papa lo ha indossato accogliendo la proposta del recluso, suo connazionale, che gli sedeva accanto. 

La foto del pontefice con indosso il braccialetto è stata postata su FB lo scorso 10 aprile proprio da Don Franco.

Non solo braccialetti però! Tessuti di recupero made in carcere anche sulle tavole allestite per il pranzo di Francesco a Poggioreale. Stessi colori e stessa frase, infatti, anche per le cinque tovaglie da 20 metri e per le 120 tasche portatovagliolo cucite per l’occasione dal reparto femminile per detenute in regime di alta sicurezza della casa circondariale di Santa Maria Capua Vetere (CE) con tessuti donati loro da Officina Creativa.

“Nella vita non bisogna mai spaventarsi delle cadute, l'importante è sapersi sempre rialzare” ha detto il pontefice rivolgendosi ai reclusi.

“Per noi è stato un sogno e poi uno straordinario regalo poterlo incontrare - dice Luciana Delle Donne. Crediamo da sempre nella seconda chance di cui lui stesso ha parlato ai carcerati. Quella che diamo ai tessuti di scarto, a cui restituiamo vita, e, ancor di più, quella che offriamo alle detenute che, imparando un nuovo mestiere, hanno la possibilità di “reinventarsi”  e reinserirsi nel contesto sociale, avviando un concreto percorso di riavvicinamento al mondo del reale”.


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