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Quotidiano Lecce, Salento

- Martedì, 22 agosto 2017 - Ore 05:45

#Amicia4zampe: i carboidrati nell'alimentazione canina

#Amicia4zampe: i carboidrati nell'alimentazione canina

Lecce - Nuovo appuntamento con la nostra rubrica "a 4 zampe", grazie alla quale potremo comprendere meglio il mondo dei nostri animali domestici, cercando di apprendere e di conoscere tutti gli strumenti necessari per capire e soddisfare le loro esigenze. Per far ciò, ci avvarremo dell'ausilio e dell'esperienza di medici veterinari, di professionisti del settore e di validi esperti in materia, i quali ci condurranno in questo viaggio alla scoperta di tutto ciò che può essere utile per prenderci cura dei nostri amici animali. Quest'oggi, la dottoressa Annalisa Barera, esperta in nutrizione canina e felina, ci parlerà di "carboidrati nella dieta del cane".

"Zero. Ecco di quanti carboidrati avrebbe bisogno un cane - afferma Annalisa Barera. Il fatto che l'alimentazione di un cane non debba contenere carboidrati è difficile da credere ma è vero. La prima critica a questo concetto è che i carboidrati fanno comunque parte della dieta dei cani da secoli, in realtà da quando anche noi abbiamo iniziato a mangiare cereali. Il cane è sempre stato alimentato con gli scarti del pasto dell'uomo sin da quando è stato addomesticato, circa 25.000-50.000 anni fa. E' uno dei pochi, rarissimi casi di un animale che ha una struttura e un metabolismo che è rimasto (internamente) uguale al progenitore selvatico, ma che è riuscito ad adattarsi ad una alimentazione più varia. Chissà perchè non abbiamo chiesto ad una mucca o a una pecora di diventare carnivore, mentre al cane abbiamo chiesto di stravolgere la sua dieta. E' stato ormai dimostrato da un punto di vista genetico che il cane deriva dal lupo grigio, ma pochi sanno che anche se geneticamente ci sono state delle modificazioni che hanno dato la varietà di fenotipi e comportamenti che oggi conosciamo, i geni e il metabolismo interno è pressochè uguale in tutte le razze. Questo è un aspetto sorprendente, visto che appunto partiamo da un unico genoma, evidentemente molto elastico. In particolare, la struttura interna e, nel nostro caso, l'apparato digerente è simile al lupo sia che si parli di un alano sia che si parli di un chihuahua".

"Se andiamo a guardare nello specifico il cane - continua la dottoressa - ha una dentatura per strappare pezzi di cibo e non per masticarli e questo è confermato dal fatto che non ha, nella saliva, enzimi digestivi (a differenza dell'uomo). Il cane non assapora i bocconcini deliziosi che gli diamo, semplicemente perchè non è programmato per farlo e li assapora con il naso e non con le papille gustative. D'altronde, questo è un atteggiamento da carnivoro/spazzino qual è; deve mangiare in fretta per difendere il cibo da altri predatori. La digestione avviene nello stomaco e nell'intestino, dunque, e non inizia con la masticazione. Lo stomaco ha un ph molto acido che serve per digerire in fretta la carne e, a quanto pare, anche per difendersi da eventuali patogeni e sostanze tossiche; infatti, il cane è perfettamente in grado di mangiare carne andata a male, probabile retaggio di quando si nutriva di cadaveri. Del resto in natura i frigoriferi non esistono. L'intestino è breve, ricco di flora batterica anche grazie al nostro inserimento nella sua dieta di carboidrati e verdure, e la digestione dovrebbe essere veloce. I carboidrati iniziano ad essere digeriti solo quando vengono a contatto con l'amilasi pancreatica, mentre noi, onnivori, iniziamo a digerirli con la masticazione e l'amilasi salivare. Il lupo ha una sola copia del gene per l'amilasi, che probabilmente gli serve per digerire il contenuto del sistema digerente degli animali di cui si ciba. Il cane possiede un numero di copie del gene variabile, chiaro adattamento all'alimentazione datagli soprattutto negli ultimi anni, a base di crocchette che hanno un alto contenuto di carboidrati. Questo potrebbe spiegare perchè alcuni casi sopportano meglio di altri i carboidrati: se un cane ha poche copie nel genoma, produce poco enzima e quindi ha più difficoltà a digerire il nutriente. In linea di massima comunque la digestione dei carboidrati è molto lenta se paragonata a quella di fibre e verdura, mediata dalla flora intestinale, e della carne, per cui si è evoluto. 

Ma se i carboidrati sono solo un riempitivo e in alcuni casi forniscono una energia aggiuntiva, perchè nelle crocchette e nel cibo industriale in generale se ne trovano grandi quantità? Perchè la fonte di carboidrato si conserva facilmente, perchè è abbondante (soprattutto gli scarti), perchè permettono di ottenere delle crocchette consistenti, perchè è economica se paragonata a carne e grassi. Stimando la quantità che un cane mangerebbe attraverso le carcasse degli animali uccisi, i carboidrati inclusi nella dieta non dovrebbero superare il 10-14%, mentre nelle crocchette si va dal 30 al 60%. Il cane naturalmente si è adattato, come abbiamo visto, ma è anche vero che sono iniziati per lui una serie di problemi associati a diabete, sovrappeso, malattie a fegato e pancreas, la cui incidenza nella popolazione canina sta aumentando di anno in anno. Da tutto ciò si evince -conclude la dottoressa Barera- che nello scegliere il cibo per i nostri cani (ma lo stesso discorso vale anche per i gatti e forse anche di più, perchè loro sono rimasti carnivori stretti) bisogna privilegiare alimenti a basso contenuto di carboidrati". 

Biografia di Annalisa Barera: Laureata in Sc. Biologiche, ha conseguito la specializzazione in Patologia clinica e il titolo di dottore di ricerca in Immunofarmacologia. Nella sua esperienza ventennale nel campo della ricerca si è occupata di immunologia nel campo dei trapianti, delle malattie metaboliche e delle malattie respiratorie presso l'Università di Palermo, l'Università di Catania, Fondazione Città della Speranza, c/o Dipartimento di Pediatria. Clinica di Oncoematologia Pediatrica,Università degli Studi di Padova e il LUMC, Leids Universitari Medisch Centrum. Leiden (Olanda). Nel 2011, in seguito ad un periodo di tre mesi presso una ONG brasiliana che si occupa del recupero e del reinserimento delle specie selvatiche del Cerrado e dell'Amazzonia, IECOS do Cerrado (Tocantins, Brasile) ha cominciato ad interessarsi di alimentazione in campo animale. Negli anni seguenti ha lavorato in parallelo su progetti di alimentazione umana e animale presso l'Università degli Studi di Palermo, nell'ambito di un progetto regionale di alimentazione nutraceutica. Oltre che di ricerca scientifica, si occupa di alimentazione per cani e gatti, preparando diete personalizzate anche per animali con varie patologie e collaborando con alcuni ambulatori veterinari.

#Amicia4zampe: Sei un veterinario, un educatore cinofilo, un addestratore, un allevatore o un semplice conoscitore del mondo dei nostri amici a 4 zampe e vorresti dire la tua? #FuturaTv ha pensato ad una nuova rubrica che fa per te! Se vuoi saperne di più contattaci sulla nostra pagina Facebook o al nostro indirizzo mail: info@futuratv.it. Se invece volete fare qualche domanda ai nostri veterinari o suggerirci un argomento da trattare nelle prossime settimane, scriveteci a info@futuratv.it. Vi aspettiamo! 


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