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Quotidiano Lecce, Salento

- Giovedì, 17 agosto 2017 - Ore 10:09

#Amicia4zampe: l'alimentazione canina e la dieta Barf

#Amicia4zampe: l'alimentazione canina e la dieta Barf

Lecce - Nuovo appuntamento con la nostra rubrica "a 4 zampe", grazie alla quale potremo comprendere meglio il mondo dei nostri animali domestici, cercando di apprendere e di conoscere tutti gli strumenti necessari per capire e soddisfare le loro esigenze. Per far ciò, ci avvarremo dell'ausilio e dell'esperienza di medici veterinari, di professionisti del settore e di validi esperti in materia, i quali ci condurranno in questo viaggio alla scoperta di tutto ciò che può essere utile per prenderci cura dei nostri amici animali. Quest'oggi, la dottoressa Annalisa Barera, esperta in nutrizione canina e felina, ci parlerà della dieta BARF (Cibo crudo biologicamente appropriato).

"Da quando sono stati addomesticati fino agli anni '40, - racconta la dottoressa Annalisa Barera - i cani hanno mangiato quello che mangiava l'uomo. Si nutrivano di resti e arricchivano la dieta cacciando piccoli animali. Negli anni '40, in America sono stati prodotti i primi alimenti commerciali per animali da compagnia e da quegli anni sino ad oggi le industrie produttrici hanno fatto a gara per creare sempre nuove formulazioni per invogliare i clienti. Questi alimenti coprono non solo le esigenze nutrizionali per età e fasi particolari della vita (gestazione, allattamento, crescita, età avanzata), ma dovrebbero anche aiutare (non curare!) nella gestione di alcune patologie, come problemi renali o obesità. Questa ampia scelta ha fatto sì che tanto i proprietari quanto i veterinari si appoggiassero al cibo commerciale per semplificare la gestione alimentare, sia come comodità che come impegno economico, dei propri animali da compagnia. Negli ultimi anni però, la maggiore consapevolezza da parte nostra della stretta correlazione tra il mangiare sano e la salute ha portato a rivedere anche l'utilizzo indiscriminato del cibo commerciale per cani e gatti. Infatti, non è strano che padroni consapevoli di questo per se stessi, lo stiano diventando anche per i loro beniamini. Se noi non mangiamo più cibi troppo lavorati, non possiamo guardare il cibo commerciale per cani e gatti con gli stessi occhi. Premesso che naturalmente non tutto il cibo commerciale è scadente e che ci sono delle marche ottime, è naturale pensare che il cibo creato a partire dagli ingredienti freschi, senza troppe cotture e lavorazioni, magari crudo, è comunque preferibile. Il primo a pensarla in questo modo, ufficialmente, è stato il dott. Ian Billinghurst, un veterinario australiano che negli anni '90 ha pubblicato il suo primo libro, in cui spiegava come alimentava il suo cane con una dieta casalinga, ma fatta su misura per il cane e per le sue caratteristiche. La dieta BARF (che sta per Cibo crudo biologicamente appropriato) prendeva vita. Si tratta, nella sua forma originale, di una dieta pensata per un animale carnivoro, ma che può essere onnivoro occasionalmente: per questo alla base ci sono le ossa polpose (come ali, colli e carcasse di pollame, coda di manzo, etc.) e la carne, ma si danno anche, in piccola quantità, verdure e carboidrati. Il cane si è addomesticato nel corso dei secoli mangiando quello che mangiamo noi, quindi da carnivoro come i lupi (che comunque assumono vegetali e carboidrati dalle carcasse delle prede e occasionalmente mangiano frutta), si è trasformato in carnivoro/onnivoro, adattandosi ai resti delle nostre tavole. Questa situazione si è ancor di più fissata quando i produttori di cibi commerciali hanno creato le loro formulazioni pensando ad un onnivoro piuttosto che ad un carnivoro, e riempiendo le formulazioni di carboidrati. Ma se andiamo a guardare l'anatomia interna di un cane e, aggiungo, il suo genotipo, rimane un lupo". 

"Ed è in effetti quasi inspiegabile come il cane, pur avendo forme diversissime nelle specie, rimane quasi intatto nella sua parte genetica, anche se recentemente un gruppo di ricercatori ha scoperto che i cani posseggono più copie dei geni per gli enzimi digestivi per i carboidrati, come la amilasi, rispetto il loro antenato lupo; ciò gli permette una maggiore seppure sempre parziale digestione di questi nutrienti. La dieta BARF si basa proprio su questo concetto: all'esterno c'è un cane, all'interno c'è un lupo. Dalla dieta BARF originale sono state formulate molti altri tipi di dieta, alcune molto estremizzate come la dieta RAW, in cui si danno solo carcasse intere, altre adattate ai vari stili di vita e caratteristiche di ogni cane. Per capire al meglio la dieta naturale, bisogna partire dalle sue componenti e dalle principali critiche che vengono fatte ad una dieta che utilizza ingredienti crudi. La dieta base - continua nella spiegazione la dottoressa Barera - consiste in proteine di origine animale, verdure e carboidrati. Le proteine animali sono date di solito ad una percentuale del 70% che naturalmente può variare leggermente in base alle diverse esigenze nutrizionali; le verdure sono il 20% della dieta ed i carboidrati il 10-15% massimo. Si potrebbe alimentare il cane anche senza carboidrati, ma tornando al concetto che sono ormai diventati parzialmente onnivori, i cani riescono a utilizzare anche i carboidrati in minima parte. La carne e la verdure si danno tendenzialmente crude con qualche eccezione. E qui si rientra nel secondo problema di una dieta a crudo: l'igiene. La carne che consumiamo sulle nostre tavole è sottoposta ad un controllo da parte degli organi preposti, in modo che siano ridotti al minimo il rischio di infezioni batteriche e parassitarie. Il controllo viene però effettuato e i limiti sono considerati in range che tengono conto di una giusta conservazione e consumazione del prodotto. In pratica c'è sempre un minimo rischio che viene ulteriormente abbassato dal congelamento della carne, alle giuste temperature e con i giusti tempi, e dalla cottura. Allora si può pensare che dando carne cruda al cane, esso si possa ammalare e magari passare a noi qualche infezione. Con le giuste precauzioni i rischi sono esattamente uguali a quelli che corriamo noi mangiando la stessa carne. Per questo la carne cruda va sempre manipolata utilizzando utensili e oggetti che non devono venire a contatto con altri cibi o cibi cotti, ci si deve lavare le mani, alcune carni vanno congelate almeno 24 ore e altre, poiché possono contenere parassiti resistenti al congelamento, vanno cotte comunque. Tenendo poi conto che l'intestino molto corto dei cani e il loro essere fondamentalmente carnivori li rende naturalmente resistenti ai batteri, possiamo dare alimenti crudi ai nostri animali senza preoccuparci troppo. D'altronde ci sono dei lavori scientifici che hanno dimostrato delle forti contaminazioni batteriche anche nei cibi commerciali, con addirittura infezioni dei proprietari degli animali". 

"Un altra critica a questa dieta consiste nell'interrogativo se in effetti si tratti di una dieta bilanciata come può esserlo ad esempio una crocchetta. Innanzitutto partiamo dal presupposto che l'alimentazione di solito non è mai bilanciata in un solo giorno, e questo vale per noi bipedi, per i cani e per tutti gli animali che si nutrono spontaneamente. E proprio perché ci siamo tutti evoluti per un'alimentazione che si bilancia nel tempo (certo tempi rapidi, o si rischiano delle carenze), l'organismo animale ha anche sviluppato la capacità di utilizzare i diversi nutrienti in tempi e modalità diverse. Mangiare ogni giorno tutto quello di cui abbiamo bisogno invece che salutare può, a lungo andare, sovraccaricare l'organismo che non riesce a smaltire tutto ciò che viene ingerito. E se per alcuni nutrienti il problema è meno grave, per altri si può andare incontro a veri e propri disturbi. Anche se il cane produce più enzima amilasi dei lupi selvatici, ogni esemplare ha una quantità variabile dell'enzima e nessun cane ha l'amilasi salivare. Questo fa sì che la digestione dei carboidrati non sia ottimale, il che spiega almeno in parte l'alta incidenza di obesità, diabete e altre malattie metaboliche nei cani. Dare un cibo con un buon contenuto di proteine altamente biodisponibili, vitamine, sali minerali e pochi carboidrati, sicuramente evita che il sistema digerente del cane si sovraccarichi, prevenendo anche una serie di patologie correlate all'alimentazione scorretta. Inoltre, sempre considerando l'apporto del veterinario, questo tipo di alimentazione naturale può essere utile ad esempio nel caso in cui dobbiamo sapere esattamente cosa diamo al nostro animale, come nelle allergie e/o intolleranze alimentari. In un lavoro del 2012 di un gruppo facente parte dell'Istituto zooprofilattico delle Venezie, dell'Università di Padova e dell'Università di Liegi (Belgio) è stato evidenziato che in alimenti commerciali normalmente utilizzati nelle diete privative in presenza di sospette allergie alimentari, erano in realtà presenti delle contaminazioni di proteine animali non presenti nelle etichette. Questo si spiega facilmente per il fatto che le industrie che producono mangimi non possono avere uno stabilimento per ogni tipologia di mangime (che ormai sono tantissime per ogni marca) ma producono i vari mangimi con gli stessi macchinari e, pur pulendoli tra una produzione e l'altro, qualcosa inevitabilmente resta. Come per le allergie alimentari umane, però, anche una traccia di alimento a cui si è allergici può scatenare una reazione. I test dermici e intradermici e i test su siero non sono sempre sufficienti per una diagnosi e quindi, in questi casi, è utile una dieta privativa fatta con ingredienti primi e naturali per cui si può essere sicuri di cosa mangia e non mangia il cane. Nella dieta privativa si inizia ad alimentare il cane con un alimento verso cui si è quasi certi non abbia reazione avverse (di solito una proteina animale mai mangiata prima) e si introducono altri ingredienti a poco a poco e ben distanziati tra loro nei tempi (8-12 settimane), in modo da formulare, da un lato, una dieta adatta al mantenimento del cane e, dall'altro, ad eliminare ciò che provoca la reazione. Per avere poi una completa sicurezza della diagnosi, in seguito si inserisce l'alimento allergenico nella dieta per verificare se ricompaiono i sintomi originali dell'allergia. A questo punto, con la dieta ormai personalizzata, il cane può alimentarsi senza incorrere in sintomi fastidiosi".

"Purtroppo ad oggi - conclude Annalisa Barera - mancano dei lavori scientifici o delle ricerche mirate che prendano come esempio delle diete che partono dalle materie prime, ma che siano formulate in modo completo e bilanciato da un professionista. I lavori pubblicati sino ad oggi, e che magari sottolineano proprio il fatto che si tratti di diete poco bilanciate, utilizzano esempi che sono platealmente creati senza alcun criterio nutrizionistico. Una dieta è bilanciata nel tempo se contiene tutti i macro e micronutrienti necessari all'organismo e questo si può ottenere solo con una dieta varia. La comprensione che una dieta cosiddetta casalinga ma ben formulata può non solo alimentare un animale ma dargli una qualità di vita migliore, deve anche portare i proprietari dei cani a rivolgersi solo a professionisti del settore, che per legge possono essere solo biologi e veterinari, ed evitare il fai da te e il passaparola". 

Biografia di Annalisa Barera: Laureata in Sc. Biologiche, ha conseguito la specializzazione in Patologia clinica e il titolo di dottore di ricerca in Immunofarmacologia. Nella sua esperienza ventennale nel campo della ricerca si è occupata di immunologia nel campo dei trapianti, delle malattie metaboliche e delle malattie respiratorie presso l'Università di Palermo, l'Università di Catania, Fondazione Città della Speranza, c/o Dipartimento di Pediatria. Clinica di Oncoematologia Pediatrica,Università degli Studi di Padova e il LUMC, Leids Universitari Medisch Centrum. Leiden (Olanda). Nel 2011, in seguito ad un periodo di tre mesi presso una ONG brasiliana che si occupa del recupero e del reinserimento delle specie selvatiche del Cerrado e dell'Amazzonia, IECOS do Cerrado (Tocantins, Brasile) ha cominciato ad interessarsi di alimentazione in campo animale. Negli anni seguenti ha lavorato in parallelo su progetti di alimentazione umana e animale presso l'Università degli Studi di Palermo, nell'ambito di un progetto regionale di alimentazione nutraceutica. Oltre che di ricerca scientifica, si occupa di alimentazione per cani e gatti, preparando diete personalizzate anche per animali con varie patologie e collaborando con alcuni ambulatori veterinari.

#Amicia4zampe: Sei un veterinario, un educatore cinofilo, un addestratore, un allevatore o un semplice conoscitore del mondo dei nostri amici a 4 zampe e vorresti dire la tua? #FuturaTv ha pensato ad una nuova rubrica che fa per te! Se vuoi saperne di più contattaci sulla nostra pagina Facebook o al nostro indirizzo mail: info@futuratv.it. Se invece volete fare qualche domanda ai nostri veterinari o suggerirci un argomento da trattare nelle prossime settimane, scriveteci a info@futuratv.it. Vi aspettiamo! 

La Redazione


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