Rimani aggiornato su ciò che accade nel Salento.
Diventa Fan di FuturaTv!
Chiudi

Segnala la notizia ad un amico

Il tuo messaggio è stato inviato correttamente. Grazie.

Il tuo messaggio non è stato inviato.

Quotidiano Lecce, Salento

- Lunedì, 20 novembre 2017 - Ore 10:33

Gli altri utenti stanno guardando:

“Sindaco, calaci qualcosa dal balcone”, la protesta dei disoccupati Organizzati dello Slai Cobas di Taranto

“Sindaco, calaci qualcosa dal balcone”, la protesta dei disoccupati Organizzati dello Slai Cobas di Taranto

Taranto - La storia va avanti da oltre 2 anni e mezzo durante i quali le parole di certo non si sono sprecate né da parte degli interessati né da chi si occupa dei problemi della città.
I Disoccupati Organizzati dello Slai Cobas di Taranto mesi fa lanciarono uno slogan “ Dalla protesta alla proposta”: basta protestare anche platealmente – e momenti di tensione infatti non erano mancati in alcune circostanze – perchè era giunto il momento di fare delle proposte. Le loro sono arrivate puntualmente: occupare coloro che da tempo hanno perso il loro posto di lavoro, e con esso anche la dignità di vivere decentemente, nella raccolta differenziata. Le risposte concrete invece sono arrivate in parte.
Mercoledì scorso l’ultimo capitolo scritto, ma non quello conclusivo, sotto Palazzo di Città. Alcuni di essi chiedono di parlare con il Sindaco di Taranto, Ezio Stefàno: il Sindaco infatti non era presente martedì al tavolo organizzato dalla Provincia di Taranto nel quale si sarebbe discusso anche con il presidente dell’Ato e l’assessore provinciale al Lavoro Luciano De Gregorio del perché la raccolta differenziata stenta a decollare. Tutti presenti tranne lui.
Ma Palazzo di Città orami è diventata una fortezza inespugnabile e parlare di questo con il Sindaco sembra proprio impossibile. “Perché la Provincia è sempre accessibile e il Comune no?” si chiede uno di loro spiegando che nessuno ha intenzioni belliche nei confronti del Primo Cittadino.
I Disoccupati allora non potendo conferire con il Sindaco , “ Prima siamo andati a casa – hanno detto -  e non è voluto uscire. Poi siamo venuti qua e non ci vuole ricevere”, gli hanno lasciato una missiva attaccata al possente portone in legno chiuso e vigilato da Digos, Polizia, Carabinieri e Vigili Urbani: “ Sindaco noi stiamo aspettando da 3 anni col frigo vuoto. Se ti avanza qualcosa con il cestino calacelo giù (  l’ufficio è al 2° piano di Palazzo di Città, ndr). Scusa gli errori. Ciao Anna”.
Una lettera significativa che non ha bisogno di commenti ulteriori per capirla. Certo non sosteniamo assolutamente che il Sindaco debba svolgere compiti che spettano a quello che si chiamava Ufficio del Collocamento. Ma dopo l’apertura al mondo dei social network con il  profilo su facebook,  twitter e MySpace forse sarebbe il caso di aprire la porta reale di Palazzo di Città ed ascoltare, perché questo sì che deve farlo, questi cittadini senza alcuna parzialità.

Antonello Corigliano


Social:
OkNotizie
Segnala notizia


Link sponsorizzato
ULTIME NOTIZIE DI "ATTUALITà"
12 Luglio 2017 - Lecce

Lecce - Si è da poco concluso lo scambio culturale “United We Win”, organizzato dall'associazione Arca del Blues di Lecce a Cortemilia dal...

17 Maggio 2017 - Lecce

Lecce - Si chiama Officina Informatica Solidale ed è un vero e proprio laboratorio informatico aperto a tutti e in cui si potranno riparare...

29 Marzo 2017 - Italia

Italia - La Fondazione Megamark di Trani, in collaborazione con i supermercati Dok, Famila e Iperfamila, promuove una nuova iniziativa di solidarietà...



  • Lascia un tuo commento... senza registrarti!
Nome (obbligatorio) E-mail (obbligatoria - non sarà pubblicata)
Testo del commento (obbligatorio)



Banner
Banner
Banner