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Quotidiano Lecce, Salento

- Martedì, 22 agosto 2017 - Ore 05:45

Incidenti, Viabilità e Sicurezza: i consigli di FIAB Lecce

Incidenti, Viabilità e Sicurezza: i consigli di FIAB Lecce

Lecce - Arriva finalmente l’estate, le giornate si allungano e giustamente aumentano le persone che si muovono con la bicicletta; e aumentano però anche gli incidenti stradali che vedono coinvolti i ciclisti, diversi negli ultimi giorni e particolarmente grave quello su Via Calasso a Lecce con due ragazzi gravemente feriti. Il fattore comune di tutti questi incidenti è una automobile lanciata a grande velocità da conducenti incapaci di applicare la moderazione richiesta dal Codice della Strada.
Quali soluzioni si possono suggerire per evitare che prima o poi ci scappi magari il morto?

FIAB Lecce Cicloamici ricorda che secondo le statistiche dell’ISTAT, ormai, purtroppo ogni anno più o meno sempre uguali, ci sono sulle strade - principalmente urbane - circa 600 pedoni e 400 ciclisti morti (e circa 40000 feriti) e nella stragrande maggioranza dei casi essi sono vittime di investimenti da parte di automobili. Le soluzioni, applicate da anni in tutto il mondo e in diversi casi anche in Italia, sono ben note a chi abbia un minimo di documentazione e di esperienza: moderazione della velocità ovunque, piste ciclabili sulle strade di grande scorrimento (come a Lecce Viale Calasso e gli altri viali della circonvallazione interna), accesso delle bici sulle corsie preferenziali dei bus ove esistenti, limite di velocità a 30 km/h e senso unico eccetto bici in tutte le altre strade interne, spostamento del traffico verso i mezzi pubblici, parcheggi periferici o semiperiferici per liberare le aree centrali.

E poi una buona manutenzione del fondo stradale, che può provocare cadute dei pedoni e pericolosi sbandamenti dei ciclisti: è lampante l’esempio negativo di Viale dell’Università, completamente rifatto da pochi anni ma che ha già subito centinaia di pericolosi rattoppi a causa della scadente qualità dei lavori, tanto da costringere – contro ogni regola – tanti ciclisti ad usare i marciapiedi a tutela della propria incolumità, rubando legittimo spazio ai pedoni in una assurda lotta tra utenti deboli (e non è che i marciapiedi di Viale dell’Università siano molto meglio dell’asfalto, tra tantissime mattonelle divelte o ballerine). A proposito di “lotta tra poveri”, anche l’assoluta mancanza in città di buone rastrelliere per bici (quelle con una struttura che consenta di legare anche il telaio) costringe ad attaccare le bici ai pali dei segnali – di nuovo contro ogni regola – ancora togliendo spazio sui marciapiedi e creando intralcio ai pedoni. FIAB Lecce farà presto una proposta completa su questo tema.

Anche i ciclisti, naturalmente, devono rendersi parte attiva nella ricerca della propria sicurezza: non tanto con il casco (giustamente non obbligatorio in quanto praticamente inutile in caso di investimento da parte di un’automobile anche solo a 50 km/h, essendo omologato in buona sostanza per proteggere la testa dalle cadute accidentali a bassa velocità), quanto con il rispetto delle regole

del Codice della Strada (ancora una volta!), che – guarda caso – punta proprio sulla visibilità: luci anteriori e posteriori (e che siano accese!), catarifrangenti posteriori, sui raggi e sui pedali, due freni efficienti, giubbini riflettenti nelle ore serali e sulle strade extraurdbane non illuminate.

Probabilmente sarebbe il caso che le forze dell’ordine cominciassero anche a sanzionare regolarmente chi non rispetta queste elementari (ed economicissime) dotazioni di sicurezza: molti ciclisti di certo non sanno che la multa prevista va da 21 a 85 euro, a fronte di un costo di un kit luci di pochi euro.

Anche un comportamento prudente è fondamentale, perché l’imprevisto è sempre in agguato: tenere il più possibile la destra, mai procedere affiancati in più di due in città e in fila indiana fuori città, prudenza in presenza di pedoni, almeno una mano sempre sul manubrio, usare il telefonino, se proprio necessario, solo con l’auricolare mentre si pedala, altrimenti a fermarsi ci vuole pochissimo (perché se si ha solo l’altra mano sul manubrio quel secondo di ritardo nei riflessi è tragico in tantissime situazioni!), segnalare sempre le proprie intenzioni di svolta con almeno 3-4 secondi di anticipo, perché l’automobilista che segue deve avere il tempo di fare ben tre cose: accorgersi del movimento, capire cosa significa, reagire di conseguenza.

Tuttavia, anche se ci fossero infrastrutture adeguate e ciclisti assolutamente corretti, resta il gravissimo problema del comportamento incivile e senza rispetto della legge di troppi automobilisti (che fanno danno anche a quella maggioranza di automobilisti corretti, per capirci quelli che in caso di incidente si fermano a soccorrere invece di scappare via…): oltre a parcheggiare sulle piste ciclabili, sulle strisce pedonali e sugli scivoli per disabili, e a non rispettare i limiti di velocità (e ricordiamo che anche solo 50 km/h è già una velocità omicida!), molti spesso proprio “non sanno guidare”, non riescono a valutare il comportamento da tenere in relazione alle condizioni della strada (larghezza, fondo, parcheggi laterali, visibilità) e del traffico circostante (altre auto, pedoni, ciclisti, motociclisti), fanno manovre assurde e impreviste (tipo spalancare lo sportello senza guardare, sorpassare a sinistra appena prima di una svolta a destra), o semplicemente…sono distratti.

E per questi la cura è solo una: maggiori controlli e sanzioni serie da parte delle forze dell’ordine.
Anche contando a parte i casi di guidatori sotto l’effetto di alcool o droghe, c’è sicuramente una grossa percentuale di automobilisti (qualcuno esperto del settore dice un buon 30%) che non sarebbero nelle condizioni – fisiche, legali o di conoscenza delle norme di guida – per ottenere la patente!

FIAB Lecce augura una pronta guarigione a tutti ciclisti coinvolti in incidenti e invita, sempre e comunque, a non arrendersi e a continuare ad usare la bici come mezzo di trasporto di ogni giorno.


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