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Quotidiano Lecce, Salento

- Giovedì, 17 agosto 2017 - Ore 05:44

Save the Children: la Puglia al 2° posto per "povertà educativa"

Save the Children: la Puglia al 2° posto per "povertà educativa"

Lecce - La Puglia al secondo posto in Italia per “povertà educativa” dei bambini e adolescenti con, tra l’altro il 4,5% dei bimbi in carico ai nidi pubblici, l’11,7% di scuole primarie con tempo pieno, 19,9% il tasso di dispersione scolastica, solo il 33,5% delle scuole ha un certificato di agibilità o abitabilità, il 31,2% dei minori che fa sport regolarmente, solo il 23,8% che ha visitato un monumento nell’ultimo anno.
Primo posto in classifica per la Campania mentre all’opposto il Friuli Venezia Giulia, la regione più “ricca” di opportunità educative per i più giovani

Con l’aiuto di esperti l’Organizzazione misura la deprivazione educativa dei minori in Italia nel nuovo Indice di Povertà educativa (IPE) e lancia la campagna “Illuminiamo il Futuro”, per dare educazione e speranza ai bambini stretti nella morsa delle povertà. Al via il primo Punto Luce di Bari, uno spazio educativo al quartiere Libertà. Fino al 1°giugno attivo l’sms 45509 per raccogliere fondi. A sostegno della campagna un gruppo di testimonial ritratti dal fotografo Fabio Lovino, molte aziende e associazioni. Per aderire: www.illuminiamoilfuturo.it

È la Campania la regione italiana con la maggiore “povertà educativa”, cioè dove più scarsa e inadeguata è l’offerta di servizi e opportunità educative e formative per i bambini e adolescenti, ma la Puglia è al secondo posto in questa classifica (ex equo con la Calabria). Largamente insufficienti gli asili e le scuole a tempo pieno nella regione; più della metà delle strutture scolastiche non offre il servizio mensa. Pochissimi i libri, lo sport, l’arte e perfino internet a occupare il tempo libero dei giovanissimi e un tasso di dispersione scolastica troppo alto. Una deprivazione educativa che si somma alla povertà economica che colpisce più duramente proprio i bambini del Sud e riguarda ormai oltre 1 milione di minori in tutta Italia, mentre 3 milioni e 500 mila sono a rischio di povertà ed esclusione[1].

Al polo opposto della classifica è il Friuli Venezia Giulia, seguito da Lombardia e l’Emilia Romagna, le regioni italiane più “ricche” di servizi e opportunità educative per bambini e adolescenti[2].

Queste sono solo alcune delle principali evidenze del rapporto “La Lampada di Aladino - L’Indice di Save the Children per misurare le povertà educative e illuminare il futuro dei bambini in Italia”, elaborato per la prima volta da Save the Children - l’Organizzazione dedicata dal 1919 a salvare la vita dei bambini e difendere i loro diritti - con il contributo di un comitato scientifico[3], e reso noto oggi, in contemporanea con il lancio della campagna “Illuminiamo il Futuro”: tre settimane di sensibilizzazione e raccolta fondi fino all’1 giugno, e l’apertura in 5 città (Palermo, Catania, Gioiosa Ionica, Bari, Genova) dei primi Punti Luce, per rispondere concretamente alla deprivazione educativa e culturale di tanti minori e dare loro la possibilità di conoscere e coltivare i propri talenti. I Punti Luce sono centri gestiti in collaborazione con una rete di organizzazioni partner ben radicate sul territorio (Associazione Mama Happy, CSI-Centro Sportivo Italiano-Catania, Associazione Inventare Insieme onlus, Associazione don Milani-Libera, UISP-Unione Italiana Sport per Tutti-Genova) e si trovano in aree caratterizzate dalla scarsità di servizi. Presso questi centri “ad alta densità educativa” bambini e adolescenti possono studiare, giocare, avere accesso ad attività sportive, culturali e creative[4]. Inoltre i bambini e gli adolescenti in condizioni accertate di povertà, saranno sostenuti da una dote educativa, un piano formativo personalizzato che consentirà ad esempio l’acquisto di libri e materiale scolastico, l’iscrizione a un corso di musica o sportivo, la partecipazione ad un campo estivo o altre attività educative individuate sulla base anche delle inclinazioni e talenti del singolo bambino. Entro fine 2014 Save the Children prevede di arrivare a 10 punti luce - con aperture a Napoli, Roma, Torino, Milano - e di assegnare 1.500 doti educative.

E oggi, in occasione del lancio della campagna “Illuminiamo il Futuro”, è stato aperto a Bari il Punto Luce di Save the Children in collaborazione con Mama Happy – Centro Servizi Famiglie Accoglienti, uno spazio che prosegue e amplia una serie di attività già sviluppate a supporto dei minori di questo territorio.
“A Bari possiamo contare su una forte collaborazione con l’amministrazione comunale ed in particolare con i servizi sociali”, spiega Raffaela Milano Direttore Programmi Italia-Europa Save the Children.

Il Punto Luce di Bari, è ospitato in uno spazio di circa 400 mq messo a disposizione dall’Oratorio del Centro Giovanile Redentore Don Bosco, in via Martiri d’Otranto al quartiere Libertà. La struttura accoglierà bambini e ragazzi dai 6 ai 17anni e opererà nella Circoscrizione con la popolazione più numerosa e più giovane del capoluogo pugliese, dove 1 abitante su 10 ha meno di 9 anni, il numero di adolescenti e giovani supera la media cittadina (+2%) e una persona su 3 dai 15 anni in su è disoccupato o senza reddito, con frequenti risvolti di disagio sociale ed emarginazione. Il Punto Luce, dotato di diverse sale, oltre che di un laboratorio musicale attrezzato per prove e registrazioni e di uno spazio all’aperto per lo sport e il gioco, fornisce gratuitamente attività che comprendono: laboratori artistici e musicali, gioco e sport, biblioteca e invito alla lettura, educazione all’utilizzo responsabile del web e dei social network, corsi di lingue e di cucina, educazione alla genitorialità.

“Siamo testimoni del fatto che in Puglia negli ultimi anni sono stati attivati molti interventi per far fronte alla povertà educativa”, prosegue Raffaela Milano, “penso ai piani di contrasto alla dispersione scolastica e ai servizi per la prima infanzia. Tuttavia la situazione è ancora estremamente grave”.

La Puglia è al secondo posto nella lista delle regioni italiane per povertà educativa, secondo il nuovo Indice IPE di Save the Children. Drammatica in particolare la situazione dei servizi dedicati alla prima infanzia: solo 4,5 bambini su 100 (nella fascia di età 0-2 anni) sono presi in carico dagli asili pubblici pugliesi, un dato ben lontano da quello dell’Emilia Romagna (26,5%) e ancor più dall’obiettivo del 33% stabilito dalla Ue[5]. Anche il tempo pieno nelle scuole primarie viene garantito solo nell’11,7% delle scuole primarie e al 12,3% nelle secondarie di primo grado, solo il 33,5% delle scuole ha un certificato di agibilità o abitabilità, mentre poco meno della metà degli istituti (47,37%) danno la possibilità di usufruire della mensa scolastica. Sotto lo standard europeo anche il tasso di dispersione scolastica, che in Puglia raggiunge quota 19,9%. Si tratta di un fenomeno molto grave che non risparmia anche regioni del Nord, come la Valle d’Aosta (19,1%) e la provincia autonoma di Bolzano (16,7%), tenendo l’Italia ancora molto lontana dalla soglia europea del 10%.

La deprivazione educativa non si limita solo alla scuola e riguarda anche gli altri ambiti di vita dei minori: solo il 31,2% tra i bambini e gli adolescenti in Puglia fa sport continuativamente, (a fronte del 61,6% in Valle d’Aosta), il 38,4% dei minori ha letto un libro. Solo il 17,2% dei minori nella regione ha visitato un monumento nell’ultimo anno: colpisce che nel paese che primeggia nel mondo per opere d’arte, nessuna regione italiana veda almeno il 50% dei suoi minori visitare un monumento (al massimo si arriva al 43% della provincia autonoma di Trento mentre il Lazio si ferma al 33,8% e la Toscana al 27,4%).

In cima alla classifica della povertà educativa redatta da Save the Children è la Campania, con 11 indicatori su 14 di segno molto negativo, mentre la migliore performance è quella del Friuli Venezia Giulia, la regione con la più “ricca” offerta di servizi e opportunità di formazione per i minori: si segnala per numero di bambini che legge (il 75,7% ha letto almeno un libro nell’ultimo anno), che fa sport (il 56%, poco meno della Val d’Aosta), per livelli di dispersione scolastica (11,4% ) vicini alla soglia della media Ue, edifici scolastici mediamente in buone condizioni (il 73,2% delle scuole ha certificato di agibilità); una buona diffusione del servizio di mensa si registra in Lombardia (il 73% dei principali istituti garantisce il servizio, anche se si rilevano gravi criticità in alcuni comuni), insieme al tempo continuato che viene assicurato nel 47% delle scuole primaria; e 11 volte tra le migliori cinque regioni è l’Emilia Romagna, prima per copertura di nidi pubblici (26,5%), e tra le prime per partecipazione al teatro dei ragazzi (ci sono stati il 38,7%) e pratica sportiva (57,8%).

“Finora ci si è occupati soprattutto della povertà economica dei bambini e adolescenti, partendo dal dato eclatante di un milione di minori che vivono in povertà assoluta. Ma esiste una povertà altrettanto insidiosa e sottovalutata che è la povertà educativa”, spiega Valerio Neri Direttore Generale Save the Children Italia. “La povertà educativa è la privazione per un bambino e un adolescente della possibilità di apprendere, di sperimentare le proprie capacità, di sviluppare e far fiorire liberamente i propri talenti e aspirazioni. E’ una deprivazione che spesso si salda con quella economica e che può compromettere pesantemente non solo il presente ma anche il futuro di un bambino, a rischio di ritrovarsi, una volta adulto, ai margini della società e del mondo del lavoro”.

“E’ necessario spezzare il circolo vizioso delle povertà, rinforzando la qualità e quantità di servizi e opportunità educative destinati ai bambini e creando delle "comunità educanti" prosegue Valerio Neri.

L’appello al Governo:
“Attraverso la campagna "Illuminiamo il Futuro" Save the Children intende appellarsi anche al governo affinché siano messe in atto alcune misure cruciali per contrastare la povertà educativa”, continua Valerio Neri, Direttore Generale Save the Children Italia. “E’ fondamentale migliorare la raccolta e circolazione dei dati relativi ai percorsi educativi, completando l’Anagrafe scolastica con informazioni sull’iter educativi e familiari del minore”. E’ necessario poi fare investimenti mirati nelle aree in maggiore povertà educativa e con i più alti tassi di dispersione scolastica, verificando però scrupolosamente l’impatto degli interventi.

“Bisogna garantire il tempo pieno e servizio mensa per tutti”, spiega ancora Valerio Neri. “Queste opportunità sono cruciali non solo per rafforzare le competenze dei bambini ma anche per sottrarli al rischio di coinvolgimento in circuiti illegali e per supportare le famiglie in situazione di povertà.

“È necessario”, prosegue, “che le spese dedicate all’infanzia siano considerate un investimento sul capitale umano. Save the Children Italia propone una ‘golden rule’, cioè criteri di scomputo dal calcolo dell’indebitamento delle principali voci relative all’infanzia e alla scuola”.

Sull’edilizia scolastica e la sicurezza, “il governo prosegua nell’impegno intrapreso definendo con chiarezza un piano efficiente di riordino dell’edilizia scolastica”. Infine, “nelle zone caratterizzate da criticità e forti marginalità Save the Children propone di istituire aree ad alta densità educativa (AADE, ndr) sul modello delle zones d’éducation prioritaires francesi, che permettano di armonizzare, in un quadro unico, le iniziative già esistenti”.

La Campagna “Illuminiamo il Futuro”:

L’idea creativa della Campagna “Illuminiamo il Futuro” è a firma dell’agenzia Grey/United. La creatività si sviluppa intorno al concetto dell’educazione come un cono di luce che può illuminare il futuro di bambini e adolescenti. L’immagine-simbolo della campagna è quindi una lampada rossa che proietta la sua luce sulla strada percorsa da un bambino, illuminando, tra l’altro ora una chitarra, ora un canestro, ora una bella stanza con un operatore, a richiamare i Punti Luce che Save the Children sta creando in tutt’Italia, in collaborazione con una rete di partner.

Partita il 12 maggio, la Campagna “Illuminiamo il Futuro” si dispiegherà fino al 1° giugno con attività di sensibilizzazione, comunicazione e raccolta fondi, tra cui: la diffusione del Dossier “La Lampada di Aladino -L’Indice di Save the Children per misurare le povertà educative e illuminare il futuro dei bambini in Italia” ; la veicolazione della campagna pubblicitaria ideata dall’agenzia Grey/United: uno spot video e audio, l’annuncio stampa, affissioni; dal 12 al 18 maggio una settimana di sensibilizzazione in Rai, con la promozione della campagna nei principali programmi del palinsesto; il coinvolgimento di un gruppo di testimonial quali Cesare Bocci, Alessio Boni, Gianrico Carofiglio, Simona Cavallari, Irene Ferri, Alessandro Florenzi, Vinicio Marchioni, Anna Valle: il loro supporto alla campagna in un video e negli scatti del noto fotografo Fabio Lovino; attività di comunicazione digital attraverso, tra l’altro, il video virale “La prima volta” che racconta e fissa nelle immagini quei momenti unici che sono la prima volta che si suona il pianoforte, che si vede il mare, che si dipinge, che si vede un gattino. Esperienze che non tutti i bambini hanno l’opportunità di fare, ma fondamentali per lo sviluppo della propria personalità e a cui può talvolta dare accesso un’adeguata educazione e formazione.

Il numero unico solidale 45509 a sostegno della campagna
Fino al 1° giugno sarà possibile donare 2 euro inviando un sms dai cellulari TIM, Vodafone, WIND, 3, PosteMobile, CoopVoce e Nòverca o chiamando da rete fissa TeleTu e TWT. Sarà inoltre possibile donare 2 o 5 euro chiamando lo stesso numero da rete fissa Telecom Italia, Infostrada e Fastweb.

I fondi raccolti serviranno a finanziare i Punti Luce e le doti educative.

Per aderire alla Campagna “Illuminamo il Futuro”, al suo Manifesto e scoprire le città dove sono attivi i Puti Luce di save the Children: www.illuminiamoilfuturo.it.





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