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Quotidiano Lecce, Salento

- Giovedì, 24 agosto 2017 - Ore 05:13

A Lecce continuano a diminuire i finanziamenti alle imprese

A Lecce continuano a diminuire i finanziamenti alle imprese

Lecce - Il credit crunch «taglia» i prestiti. In provincia di Lecce continuano a diminuire i finanziamenti alle imprese e il Salento subisce gli effetti di una recessione dalla quale sembra sempre più difficile uscirne.
Un circolo vizioso o meglio una spirale che si autoalimenta: imprese a rischio fallimento, sofferenze in costante crescita, continuo ricorso alla cassa integrazione e disoccupazione alle stelle.
Sul fronte del credito, in un solo anno, i prestiti sono crollati di ben 262,7 milioni di euro. Pari ad un tasso negativo del 6,7 per cento. A settembre 2012 ammontavano a tre miliardi e 920 milioni, mentre un anno dopo si sono fermati a tre miliardi e 657 milioni.

A rilevarlo è l’Osservatorio economico di Confartigianato Imprese Lecce che ha analizzato gli ultimi dati della Banca d’Italia per monitorare l’andamento degli impieghi.
Nel complesso, le nuove operazioni approvate dalle banche non sono sufficienti a «compensare» i prestiti in scadenza. Così il risultato di questa diversa velocità provoca una costante erosione dello stock dei finanziamenti al sistema produttivo.
Guardando ai singoli settori, il comparto dei servizi è quello più penalizzato: meno 164 milioni, pari ad un tasso negativo dell’8,1 per cento (da due miliardi 36 milioni ad un miliardo 872 milioni). La stessa percentuale ha colpito duramente anche le costruzioni. In termini assoluti si registra una contrazione di 68 milioni (da 839 milioni a 771).
Calano pure i finanziamenti al manifatturiero: meno 16 milioni, pari al due per cento in meno (da 848 milioni a 831). Si tratta, è bene precisarlo, di prestiti cosiddetti «vivi», cioè finanziamenti al netto delle sofferenze e delle operazioni di pronto contro termine.

«Queste elaborazioni del nostro Osservatorio – spiega Amedeo Giuri, direttore di Confartigianato Imprese Lecce – dimostrano che persistono ancora grosse difficoltà nell’accesso al credito, soprattutto da parte delle micro, piccole e medie imprese».
Tant’è che, nel Salento, la «fetta» più cospicua dei finanziamenti (due miliardi e 711 milioni) è andata alle imprese con più di venti addetti, mentre meno della metà (un miliardo e 156 milioni) a quelle di minori dimensioni.

Va ricordato, però, che il tasso di riferimento, in vigore a settembre, per il credito agevolato (industria, commercio, artigianato, editoria) era salito al 3,56 per cento (contro il 3,46 dell’anno precedente). Neppure la discesa dello spread italiano e il taglio al costo del denaro operato dalla Banca centrale europea (Bce) ha garantito gli attesi benefici al sistema produttivo. Le aziende, infatti, continuano a pagare alti interessi pur di dar corso a nuove linee di credito.
I motivi vanno ricercati, soprattutto, nell’impennata delle sofferenze bancarie. In provincia di Lecce non sono mai state così alte. Corrispondono quasi al 9 per cento del totale degli impieghi erogati alla clientela salentina (otto miliardi e mezzo di euro).
A giugno scorso mancavano all’appello ben 757 milioni di euro. Una cifra che testimonia lo stato d’insolvenza in cui versano famiglie e imprese e la crescente difficoltà ad onorare i debiti nei confronti degli istituti di credito. Una situazione che preoccupa il sistema bancario non solo per i maggiori rischi di perdita, ma anche per la progressiva restrizione dei margini che generano reddito, cioè gli impieghi «vivi».


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