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Quotidiano Lecce, Salento

- Mercoledì, 18 ottobre 2017 - Ore 04:08

Compravendite residenziali, il giro d’affari supera i tre miliardi

Compravendite residenziali, il giro d’affari supera i tre miliardi

Lecce - Oltre tre miliardi di euro. A tanto ammonta il giro di affari, in Puglia, delle compravendite di immobili di tipo residenziale. Una cifra che rimane molto elevata, calcolata sulla base delle superfici cedute nel 2012 e le relative quotazioni medie. In provincia di Bari si fattura quasi la metà dell’importo complessivo (1,4
miliardi di euro). Seguono Foggia (482 milioni), Lecce (481), Taranto (388) e Brindisi (279). E’ quanto evidenzia la prima indagine sul settore residenziale, condotta dal Centro Studi di Confartigianato Imprese Puglia, che ha elaborato anche i dati relativi ai mutui ipotecari, al capitale complessivo e a quello medio
concessi dagli istituti di credito. Il fatturato medio di una singola abitazione pugliese si aggira attorno ai 116mila euro. A Bari si registra il valore più alto (137mila), a Lecce quello più basso (90mila).

La quotazione media è di 1.373 euro per metro quadro nelle città capoluogo e di 1.038 euro nei paesi. Bari si conferma la città più cara (1.772 euro per metro quadrato); seguono Foggia (1.318), Brindisi (1.146), Taranto (1.110) e Lecce poco sotto mille euro. La recessione sta colpendo soprattutto il mercato residenziale, penalizzato dalla contrazione del potere d’acquisto delle famiglie e dalla stretta creditizia delle banche nella concessione dei mutui. Proprio l’accesso ai finanziamenti resta uno dei fattori-chiave per la ripresa del mercato. Mutui: il capoluogo penalizzato più del resto della provincia Crollano i mutui. Nel 2012, in Puglia, ne sono stati stipulati 7.837 per l’acquisto di una casa. Rispetto all’anno precedente, si registra un crollo del 41,8 per cento (nel 2011 erano 13.471). Un calo che conferma l’acuirsi della stretta creditizia attuata dalle banche nei confronti della clientela. Dall’analisi dei dati emerge che tale contrazione ha colpito di più le città capoluogo (-44,8 per cento) rispetto al resto della provincia (-40,7 per cento).

In particolare, a Bari e provincia, sono stati accesi 3.669 mutui assistiti da ipoteca, in ribasso del 41,5 per cento rispetto all’anno precedente (erano 6.276). Rappresentano il 46,8 per cento delle pratiche istruite in tutta la regione. Anche le altre province registrano percentuali negative a doppia cifra. Impressiona, su tutti, Taranto, in calo del 44,6 per cento (da 2.135 si scende a 1.182). Seguono Lecce meno 41,7 per cento (da 1.949 a 1.136), Brindisi meno 41 per cento (da 1.207 a 712) e Foggia meno 40,2 per cento (da 1.904 a 1.138). Se si distinguono i Comuni capoluogo dai paesi di provincia, l’analisi diventa ancor di più sconfortante. La città di Lecce, infatti, ha visto diminuire imutui erogati del 49,3 per cento (da 456 a 231). Seguono Taranto meno 48,3 per cento (da 919 a 475), Brindisi meno 43 per cento (da 444 a 253), Barimeno 42,5 per cento (1.406 a 808) e Foggia meno 42,2 per cento (535 a 309).

Preoccupanti i dati riferiti al capitale complessivo e a quello medio erogati. Nel barese, per la stipula di mutui ipotecari, sono stati concessi 427 milioni di euro. L’anno precedente furono 782,6 (la contrazione è addirittura del 45,4 per cento). Nel tarantino 116,6 milioni (l’anno prima 224), nel foggiano 110,7 milioni (prima 192,5), nel Salento 107 milioni (prima 193,2), nel brindisino appena 68,3 milioni (prima 126,7). Anche, in questo caso, il calo rilevato nelle città capoluogo è più accentuato rispetto a quello dei paesi di provincia. Per ogni mutuo, in media, sono stati erogati quasi 106mila euro. Il valore medio più alto si registra in provincia di Bari (116mila), quello più basso a Lecce (94mila).

Riguardo al tasso d’interesse, quello medio applicato in Puglia nel periodo di riferimento è del 4,71 per cento, con un minimo del 4,59 a Bari e un massimo del 5,13 a Taranto. In mezzo ci sono Foggia (4,64 per cento), Lecce (4,69) e Brindisi (4,82).

«I dati elaborati dal Centro Studi della nostra Organizzazione Regionale rendono tangibile ed evidente quello che i titolari delle imprese che operano nel settore edile lamentano ormai da molti anni», afferma Francesco Sgherza, Presidente di Confartigianato Imprese Puglia. «Il crollo del mercato dell’edilizia residenziale documentato nello studio non è unicamente imputabile alla crisi e alla conseguente minore disponibilità economica per le famiglie, ma è causato soprattutto dalle politiche di credito adottate dalle banche. Queste ultime, lo scorso anno, non solo hanno stipulato meno del 40 per cento dei mutui
concessi nel 2011, ma hanno quasi dimezzato le risorse impegnate». «Non dimentichiamo – prosegue il Presidente – che alla crisi del settore residenziale si deve aggiungere quella dei lavori pubblici che costringe al fermo molte imprese operanti nel settore dell’edilizia e impone, a quelle che riescono ad aggiudicarsi i pochi appalti disponibili, attese lunghissime per essere pagate dalla Pubblica Amministrazione. Per far ripartire il Paese – conclude – occorre innanzitutto far ripartire l’edilizia, che da sempre è stata in grado di agire come volano per l’intera economia».


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