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Quotidiano Lecce, Salento

- Venerdì, 18 agosto 2017 - Ore 16:28

Il Papa si dimette. Le opinioni dei politici

Il Papa si dimette. Le opinioni dei politici

Lecce - Il Papa lascerà il pontificato il prossimo 28 febbraio. Lo ha annunciato personalmente, in latino, durante il concistoro per la canonizzazione dei martiri di Otranto. Benedetto XVI ha spiegato di sentire il peso dell'incarico di pontefice, di aver a lungo meditato su questa decisione e di averla presa per il bene della Chiesa. Una decisione che, nel corso dei secoli, aveva visto un solo "caso", quello di papa Celestino V, che dopo la sua elezione decise di dimettersi per tornare alla vita monastica.

Le dimissioni verranno rassegnate alle ore 20.00 del 28 febbraio. In seguito dovrà essere convocato un conclave per l'elezione del nuovo Pontefice. Nel mese di marzo avremo il nuovo Papa.

Antonio Primaldo e gli Ottocento compagni martiri verranno santificati dopo più di 500 anni il prossimo 12 maggio.

Sgomento nel mondo della politica:
Bersani ha definito le dimissioni del Papa come un "Gesto di impostazione, di novità per il futuro";


Berlusconi si è detto "Ammirato di fronte a gesto di grande responsabilità che risponde a una finalità nobile e alta, che riguarda governo della Chiesa";

Monti ha espresso "Profondo rispetto per la decisione di Papa Benedetto XVI, ispirata dalla volontà di servire la Chiesa fino in fondo";


Per il Presidente della Repubblica Napolitano si è trattato "Gesto di grande coraggio".

Di seguito il testo integrale della lettera: 


"Carissimi Fratelli, vi ho convocati a questo Concistoro non solo per le tre canonizzazioni, ma anche per comunicarvi una decisione di grande importanza per la vita della Chiesa. Dopo aver ripetutamente esaminato la mia coscienza davanti a Dio, sono pervenuto alla certezza che le mie forze, per l'età avanzata, non sono più adatte per esercitare in modo adeguato il ministero petrino.

Sono ben consapevole che questo ministero, per la sua essenza spirituale, deve essere compiuto non solo con le opere e con le parole, ma non meno soffrendo e pregando. Tuttavia, nel mondo di oggi, soggetto a rapidi mutamenti e agitato da questioni di grande rilevanza per la vita della fede, per governare la barca di san Pietro e annunciare il Vangelo, è necessario anche il vigore sia del corpo, sia dell'animo, vigore che, negli ultimi mesi, in me è diminuito in modo tale da dover riconoscere la mia incapacità di amministrare bene il ministero a me affidato.

Per questo, ben consapevole della gravità di questo atto, con piena libertà, dichiaro di rinunciare al ministero di Vescovo di Roma, Successore di San Pietro, a me affidato per mano dei Cardinali il 19 aprile 2005, in modo che, dal 28 febbraio 2013, alle ore 20,00, la sede di Roma, la sede di San Pietro, sarà vacante e dovrà essere convocato, da coloro a cui compete, il Conclave per l'elezione del nuovo Sommo Pontefice.

Carissimi Fratelli, vi ringrazio di vero cuore per tutto l'amore e il lavoro con cui avete portato con me il peso del mio ministero, e chiedo perdono per tutti i miei difetti. Ora, affidiamo la Santa Chiesa alla cura del suo Sommo Pastore, Nostro Signore Gesù Cristo, e imploriamo la sua santa Madre Maria, affinché assista con la sua bontà materna i Padri Cardinali nell'eleggere il nuovo Sommo Pontefice. Per quanto mi riguarda, anche in futuro, vorrò servire di tutto cuore, con una vita dedicata alla preghiera, la Santa Chiesa di Dio".

La Redazione


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enzo longo - 13/02/2013
Un teologo ed intellettuale come il cardinale Martini - si ricorderà - ha sostenuto nel suo testamento che la chiesa è arretrata di 2/300 anni...e fu una bella botta!
Ora si "attende" addirittura il prossimo "vicario di Cristo" che rilanci la chiesa, ispirandosi al Vangelo.
Per quel che si legge di Cristo (pur figura inventata) non ha mai previsto un suo vicario. Ratizinger ha incominciato a ridurre il ritardo, ha scritto, dopo aver abolito il Limbo, che forse nella grotta di Betlemme non è detto che "ci fosse il bue e l'asinello".
E' poco, ma è già qualcosa...poi aboliranno "il don", porteranno in "età adulta" il battesimo, aboliranno il "celibato ed il nubilato" obbligatorio, come fu sollecitato durante il Concilio Vat. secondo.
Poi ammetteranno il profilattico senza indulgere nella goduria, avvicineranno per un sacramento di fatto i divorziati alla chiesa, ammetteranno al sacerdozio le donne, mancanti le vocazioni maschili, così vanteranno avanzamenti nella sfida con l'incombente islamismo.
E così tutti gli attuali credenti contrari alle indicate "riforme", diventeranno tutti credenti anche su queste, tutti meglio ispirati dal "Vangelo", più che dai Vangeli, quattro a settanta che siano stati!!!


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